Mentre l’utilizzo delle app via smartphone e tablet cresce, nel mondo ma anche in Italia, un system integrator ammonisce le aziende: svilupparle può dare ottimi ritorni in termini di produttività, visibilità e marketing. Ma è necessaria un’analisi preventiva di obiettivi e contesto.

Non esiste un’unica definizione, una finalità, un ambito di utilizzo per le applicazioni mobili aziendali, tanto per quelle rivolte al cliente finale quanto per quelle interne, utilizzate dai dipendenti. Un mondo di grandi potenzialità, in ogni caso, create da un’onda potente e impetuosa come quella della diffusione della mobilità "evoluta": il sorpasso degli smartphone sui telefonini classici è avvenuto già nel 2011, e gli ultimissimi dati di Audiweb dicono che oggi 18 milioni di italiani accedono abitualmente a Internet da cellulare, e 3,7 milioni da tablet.

In questo scenario, le app risultano uno strumento privilegiato – rispetto alla navigazione via browser – per veicolare tutta una serie di contenuti e di servizi, perché spesso più facili, comode e veloci da utilizzare. La riprova arriva, oltre che dalla comune esperienza individuale, da un’indagine commissionata da Compuware a Equation Research: su 3.500 utenti di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, India e Giappone, l’85% ha dichiarato di preferire le app poiché più convenienti (a detta del 55%), più veloci (48%), capaci di assicurare una navigazione veloce (40%), e una migliore user experience (28%) rispetto al browsing via mobile.

E ancora, il 27% ha citato la maggiore semplicità per le operazioni di online banking, il 26% la facilità di acquisto per prodotti e servizi. L’11% ha dichiarato di non avere preferenze fra l’uno e l’altro strumento e appena un misero 1% si è schierato a favore dei siti Web mobili.

Dunque una gallina dalle uova d’oro per le aziende, che possono sviluppare o far sviluppare applicazioni proprietarie per gli scopi più vari, dalla collaborazione fra dipendenti alle unified communication, dalla vendita o presentazione di prodotti fino ai servizi di supporto clienti. Da un addetto ai lavori come Sempla – un system integrator nato nel 2009 dall’unione di Sapient Italia e Datel, che spazia dalle attività di progettazione e consulenza ai servizi di gestione – arriva però un monito: quale che sia l’applicazione da sviluppare, prima di metterla in produzione è necessario analizzare il contesto, le finalità e il pubblico di riferimento, nonché i parametri tecnici che determinano la scelta di una o più piattaforme.

"All’interno del panorama digitale, il canale oggi più importante è certamente il mobile", dichiara Dante Laudisa, vice president e direttore marketing e comunicazione di Sempla, nonché coordinatore del dipartimento tecnologie e processi informativi del Centro Studi Grande Milano. "Nel 2012 si è assistito a una crescita esponenziale delle applicazioni, anche grazie all’incontro fra mobilità e social media. Un elemento importante, sia perché ha creato la possibilità di fare un marketing di tipo diverso, sia perché gli investimenti pubblicitari si stanno trasferendo in modo massivo su questi canali".

"In alcuni casi", illustra Laudisa, "le aziende che si rivolgono a noi hanno un po’ le idee confuse sul metodo: meglio sviluppare un sito Web o un’applicazione? La risposta dipende molto dagli obiettivi che ci si pone, e per questo motivo noi andiamo a valutare caso per caso la migliore soluzione, partendo dall’analisi dei processi di business dell’azienda e considerando poi altri elementi.

Come il target di destinazione, perché sappiamo che l’approccio alla tecnologia è molto diverso per i nativi digitali e per la popolazione più matura, o come il tipo di dati che si andranno a veicolare, dal momento che per quelli di tipo finanziario o economico, per esempio, esistono dei parametri di sicurezza particolarmente delicati da rispettare".

[caption id="attachment_1406" align="alignnone" width="300"]compuware-app-vantaggi_t I benefici delle app secondo la ricerca Compuware[/caption]

La scelta della piattaforma e l'importanza della user experience

Altra variabile da considerare è la scelta della piattaforma: "Oggi il mobile ha una tecnologia frammentata - spiega il manager - e si può scegliere di sviluppare un’applicazione ibrida che funzioni su tutti i sistemi operativi, oppure un’applicazione legata a uno in particolare". Al di là delle valutazioni tecniche e del tipo di app sviluppata – da quelle puramente informative, all’e-commerce, al social gaming, ai servizi bancari mobile – un requisito comune è quello della user experience, che deve essere soddisfacente e non deludere le aspettative.

"Il buon funzionamento dell’app è cruciale e non si può fallire, altrimenti si perde il cliente", conclude Laudisa. "Sono passati i tempi in cui le applicazioni venivano fatte sviluppare all’ultimo minuto, magari come sperimentazione. Oggi questi strumenti impattano sul business ed è consigliabile rivolgersi a strutture professionali e che possano garantire una filiera lunga, per così dire.

In Sempla non solo sviluppiamo l’app dal punto di vista grafico, ma studiamo i processi e gli obiettivi del cliente, oltre a seguire i temi della sicurezza, della interoperabilità e del buon funzionamento. Le applicazioni sviluppate male non solo non servono, ma possono creare danni alla reputazione dell’azienda".