Quest'anno sono aumentate del 137% le offerte di lavoro indirizzate agli specialisti in materia di Big Data e analytics. Il maggior numero di annunci si concentra in Lombardia. Ecco le competenze necessarie (e più richieste) per aspirare a queste posizioni in azienda. 

I Big Data sono sempre più tra i pensieri delle aziende, come testimonia non solo il moltiplicarsi di tecnologie in grado di interrogarli e analizzarli, ma anche la crescita delle offerte di lavoro rivolte ai cosiddetti “data scientist”.

Si tratta spesso di professionalità emergenti, dalle competenze completamente nuove, capaci di trarre valore dall’analisi di una mole crescente di dati, sempre più sparsi e destrutturati. A richiederle sono le aziende italiane appartenenti a tutti i settori, che in circa tre anni e mezzo hanno pubblicato oltre tremila annunci sul Web.

Così segnala WollyBi – Italian Labour Market Digital Monitor, un’iniziativa congiunta di TabulaeX (società spin-off dell’Università Milano Bicocca) e Crisp (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità).

“Registriamo un forte aumento nella ricerca di professionalità legate all’ambito Big Data, con un incremento del 137% tra primi novi mesi del 2016 e quelli del 2015 e del 141% rispetto allo stesso periodo del 2014”, testimonia Mario Mezzanzanica, direttore scientifico del Crisp. Gli annunci di lavoro utilizzano espressioni diverse per indicare professionalità riconducibili alla figura dello “scienziato dei dati” o più in generale all’area Big Data.

A emergere, in particolare, sono quattro professioni: quella del data analyst, quella del data scientist, quella del Business Intelligence analyst e quella del social media specialist.

La ricerca di tali figure si concentra prevalentemente nel Nord Italia e in particolare in Lombardia, dove si concentra poco meno della metà delle offerte di lavoro pubblicate in questo ambito. Proviene dal territorio lombardo il 49% degli annunci diretti ai data analyst, e per volume seguono il Lazio (17% delle inserzioni) e il Piemonte (10%), mentre le restanti regioni hanno quote non superiori al 7%.

Per quanto riguarda i data scientist, ben il 58% delle offerte di lavoro riguarda la regione Lombardia e anche in questo caso al secondo posto segue il Lazio, con il 17% delle pubblicazioni.

Anche le ricerche di social media specialist si concentrano in Lombardia, dove si registra il 37% dei casi, e seguire in Lazio (11%) ed Emilia-Romagna (9%). Analoga tendenza si osserva per il Business Intelligence analyst, con un 44% di inserzioni legate al territorio lombardo, seguito dal 22% del Lazio, dal 10% dell’Emilia-Romagna e dall’8% del Veneto e del Piemonte.

Gli specialisti in area Big Data sono richiesti in prevalenza nel settore dei servizi di informazione e comunicazione (51% degli annunci pubblicati tra febbraio 2013 e settembre 2016) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (26%),

Annunci per mese e professione, area Big Data - Febbraio 2013-Settembre 2016 - (Fonte Wollybi)

 

Le competenze più ricercate

Quali sono le competenze più richieste per ognuna delle quattro professionalità in cui si scompone la figura del data scientist? WollyBi li ha raccolti tutti, ordinandoli in base all’importanza loro attribuita dalle aziende.

Per quanto riguarda il data analyst, si pretendono innanzitutto conoscenze e capacità relative al software statistico e a Microsoft Office, e a seguire esperienze in linguaggio Sql, database relazionali, Business Intelligence e, ancora, spiccate abilità organizzative.

Fra gli attributi professionali del data scientist, invece, al primo posto devono esserci competenze su Java ed Sql, e a seguire su database relazionali, Python, Business Intelligence, analisi dei dati, software statistico e, infine, capacità organizzative.

Il Business Intelligence analyst deve avere maturato soprattutto competenze Sql e di Business Intelligence, e in seconda istanza capacità relazionali, conoscenze approfondite su analisi dei dati, database relazionali, data warehouse e software statistico.

Infine, lo specialista di social media deve disporre innanzitutto di spiccate capacità organizzative e relazionali, ma anche di conoscenze approfondite sul marketing, su Microsoft Office, Adobe Photoshop, programmi grafici, Google Analytics e Google Adwords.

Per acquisire tutte queste competenze, in Italia sono disponibili da anni alcuni percorsi formativi organizzati da atenei e business school. Tra questi spicca il master dell’Università di Milano-Bicocca, fra le prime a varare (proprio in collaborazione con il centro di ricerca Crisp) un corso di studi post laurea dedicato a Business Intelligence e Big Data Analytics.

“Quest’anno è stata attivata la quinta edizione del master, che finora ha già formato circa 140 talenti, mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per operare con successo in un ambito di crescente rilevanza all’interno delle imprese”, sottolinea Mezzanzanica.

Ad accedere al corso sono soprattutto studenti provenienti da facoltà scientifiche (Ingegneria, Informatica, Statistica, Matematica e Fisica), che ad oggi rappresentano circa il 60% degli iscritti. Il 33% proviene, invece, da facoltà economiche e il restante 7% a facoltà umanistiche. “Interessante”, aggiunte il direttore scientifico, “è la presenza crescente di studenti provenienti dal mondo del lavoro, che decidono di riqualificarsi o di approfondire le tematiche di Business Intelligence e di Big Data Analytics per iniziativa propria o su richiesta delle aziende di appartenenza”.

In quest’ultimo caso, tali richieste provengono soprattutto da realtà del settore finanziario, telecomunicazioni, media e industria manifatturiera.