Cinque esperti di xScience, business unit di Bip, tracciano le linee guida per affrontare il processo di cambiamento a cavallo delle nuove tecnologie. Focalizzando l’attenzione, fra i vari aspetti, sulla customer experience.

Se c’è un filo logico che lega tutti i professionisti di Bip, è il fatto di seguire i clienti nei processi di ricerca, selezione e adozione di soluzioni tecnologiche “disruptive” puntando all’eccellenza dei servizi. Anche per questo è nata xScience, business unit da 24 milioni di euro di ricavi (esercizio 2017) e con circa 350 esperti in organico che aiuta le aziende a gestire le implicazioni di Industry 4.0 e della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”.

xScience opera come una “arena digitale” in cui confluiscono tutte le professionalità del Gruppo per affiancare il nel processo di adattamento a questa trasformazione. Cinque elementi, quindi, costituiscono il mantra di Bip.

 

Innovazione

“L’approccio di Bip a questo tema è sempre stato contraddistinto dalla ricerca di concretezza, focalizzando l’attenzione su tre punti: lo sviluppo, all’interno delle aziende, di competenze dedicate alla gestione dell’innovazione; la diffusione di metodologie e strumenti con i quali poter condurre iniziative strutturate di innovazione aperta; contribuire a interpretare futuri scenari tecnologici e competitivi attraverso una nuova figura professionale, il chief innovation evangelist, che individua e disegna l’evoluzione dei modelli di business digitali e tradizionali”.

Ivan Ortenzi, chief innovation evangelist di Bip

 

Customer experience

“Siamo nell’era del consumatore, in cui il dispiegarsi delle opportunità offerte dalla tecnologia si traduce in una grande libertà di scelta per le persone. Per questo per le aziende diventa così importante fare in modo che le loro esperienze superino le aspettative iniziali. Per lo stesso motivo, la customer experience sta scalando la lista delle priorità nelle agende del business. Non è possibile determinare le esperienze, ma è possibile progettare i servizi, i sistemi e i processi con cui le persone interagiscono. La tecnologia sfuma la differenza tra prodotti e servizi, aumentando per gli utenti la percezione del valore, e il design riveste in questa evoluzione un ruolo cruciale di mediatore tra strumenti digitali, obiettivi di business e qualità del servizio”.

Luca Mascaro, Ceo & head of design di Sketchin

 

Digital Transformation

“È un processo di cambiamento radicale che riguarda tutti gli ambiti e le funzioni di un’impresa e che richiede di intervenire con un approccio olistico su quattro dimensioni fondamentali. La prima è la cosiddetta people strategy: con il digitale tutti i dipendenti vanno coinvolti in modalità nuove e maggiormente motivazionali. Abbiamo poi la corporate organization e quindi processi aziendali che non possono più rimanere quelli del passato ma vanno modernizzati nella prospettiva del business redesign. La componente tecnologia, quindi, che implica una sfida continua sul piano delle soluzioni da adottare. L’ecosystem design, infine, perché il valore che l’azienda scambia con i suoi partner va attentamente ripensato. Al cuore di queste quattro dimensioni agiscono due fattori, essenziali per dar vita a una trasformazione digitale di successo, e cioè l’eccellenza nell’uso dei dati e la sicurezza di questi dati”.

Rosario Sica, Ceo di OpenKnowledge

 

Cybersicurezza

“Pochi oggi sanno che esiste un vero e proprio mercato legato al cybercrime, in cui si scambiano prodotti e servizi attraverso strumenti di pagamento ormai maturi come i bitcoin. Con la diffusione dell’Internet delle cose e la pervasività degli oggetti connessi, le opportunità del cybercrime sono ulteriormente aumentate. Affrontare la trasformazione digitale senza solide competenze in questo ambito può trasformare un’opportunità in un fallimento certo”.

Claudio De Paoli, equity partner - head of cyberSec di Bip

 

Intelligenza artificiale

“È uno dei pilastri della quarta rivoluzione industriale. Le prestazioni dell’elettronica migliorano costantemente, a beneficio di sistemi digitali sempre più capaci di percepire il mondo circostante. Le tecnologie di machine learning e deep learning contribuiranno ad aumentare le capacità di comprensione della realtà fattuale e di previsione tempestiva di eventi. Già oggi i bot possono sostituire e superare gli umani per velocità e precisione in processi ripetitivi e basati su regole, ma l’ibridazione con l’AI li renderà anche capaci di apprendere da qualsiasi tipologia di dato e di prendere decisioni basate sulle esperienze pregresse di soggetti umani”.

Martino De Marco, partner, head of Bip xTech