Non c’è solo l’obiettivo di aumentare la propria quota di mercato dietro l’investimento da oltre un miliardo di dollari per acquistare le attività printing del gigante coreano. La società di Palo Alto vuole mettersi alla guida della trasformazione del settore, grazie a 6.500 brevetti e alla capacità di produrre in autonomia i motori di stampa. Il parere degli esperti di The Innovation Group.

Con 1,05 miliardi di dollari, HP è riuscita a mettere a segno la sua più grande acquisizione in ambito printing, aggiudicandosi tutte le attività di stampa di Samsung Electronics. L'operazione, ancora soggetta ad approvazione, punta soprattutto (ma non solo) ad espandere il presidio dell'azienda californiana nel mercato dei dispositivi di stampa ad alto volume destinati ai gruppi di lavoro.

In base all'accordo, a chiusura del deal, Samsung acquisterà azioni HP per un valore compreso tra i 100 e i 300 milioni di dollari.

Nata dalla scissione di Hewlett-Packard (avvenuta lo scorso autunno), HP Inc. è oggi una realtà completamente focalizzata nella produzione e vendita di stampanti e pc, ma continua a realizzare i suoi maggiori profitti dalla vendita di consumabili.

Pur detenendo una leadership incontrastata nel segmento printing (con una quota di mercato mondiale che, secondo alcuni analisti, ha superato il 36% nel primo trimestre 2016), ha recentemente registrato una pesante battuta d’arresto al proprio business, causata dal generale calo di pagine stampate.

Annunciando i risultati del terzo trimestre fiscale 2016 (chiuso a luglio scorso), la società ha infatti confermato un crollo delle revenue generate dalla vendita di consumabili del 18% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre le vendite di dispositivi di stampa hanno segnato una flessione del 10%.

In passato il Ceo di HP, Dion Weisler, aveva dichiarato di voler stimolare la crescita dei ricavi della società, estendendo il portfolio d’offerta nella direzione delle macchine multifunzione A3, un segmento presidiato soprattutto da Xerox, Canon, Ricoh e Konica Minolta. Con l’acquisizione di Samsung, HP prova dunque a crescere in questa direzione, mettendo le mani sull'offerta del vendor sudcoreano. Ma non è solo una questione di quote di mercato.

Il terzo trimestre fiscale 2016 di HP Inc. 

I profitti operativi di Samsung (in KRW)

 

I motori di stampa il fattore chiave

“Con l’acquisizione del business stampanti di Samsung la nuova HP non cresce solo in marketshare, ma porta a casa anche tecnologie particolarmente utili per espandersi nel segmento laser printing e, più in generale, brevetti da utilizzare per portare innovazione in un settore rimasto tutto sommato indietro rispetto alle necessità di oggi”.

L’analisi è di Ezio Viola, Amministratore Delegato della società di advisory e di ricerca indipendente The Innovation Group, e trova concretezza nel fatto che HP inizierà a produrre i motori delle proprie stampanti laser, un meccanismo che in precedenza aveva sempre acquistato da fornitori terzi (leggi Canon) e che incide sul costo dei dispositivi tra il 10% e il 15%.

Enrique Lores, Presidente Imaging Printing & Solutions di HP, ha dichiarato in merito come l'acquisizione della tecnologia alla base dei motori di stampa non solo contribuirà a incrementare i margini di profitto della società, ma metterà finalmente HP nella condizione di poter disegnare l'evoluzione delle proprie stampanti laser. Detto ciò, la collaborazione con Canon non sarà messa in discussione, almeno secondo quanto affermato dal manager.

Oltre a mettere le mani sulla produzione dei motori, HP entrerà in possesso anche di circa 6.500 brevetti di stampa registrati dalla società sudcoreana, una proprietà intellettuale che, secondo Lores, contribuirà a espandere le attività core della compagnia, diversificando ulteriormente la linea dei suoi prodotti.

“L'operazione è un segnale inequivocabile della volontà di HP di intraprendere un importante percorso di trasformazione in un settore ormai in crisi da anni: solo in Italia stimiamo che nel 2016 il mercato printing registri un decremento pari al 2,6%”, spiega a Technopolis Camilla Bellini, Senior Analyst di The Innovation Group, sottolineando come dei 6.000 dipendenti Samsung assorbiti in seguito all'acquisizione circa 1.500 siano ingegneri.

Da parte propria, sotto la guida del vice presidente Lee Jae-yong, la società sudcoreana sta procedendo decisa verso un progressivo snellimento del portafoglio d’offerta in modo da potersi concentrare sui suoi principali mercati di riferimento. E l’operazione perfezionata con HP rappresenta solo l'ultima mossa in questa direzione.

Brand di riferimento nel mondo degli smartphone, dei chip di memoria e degli elettrodomestici, Samsung è il quinto produttore mondiale di periferiche di stampa con una quota di mercato pari stimata dagli analisti attorno al 4%, una quota che posiziona l'azienda dietro la stessa HP, Canon (19,5% di marketshare in Q1 2016), Epson (17,3%) e Brother (7,7%).

Il vendor asiatico non fornisce dati di vendita specifici per le sue attività di stampa e ha sempre fatto ricadere questo business sotto la divisione consumer electronics, aggregando quindi anche i dati di vendita relativi a televisori ed elettrodomestici. L’anno scorso, tale divisione ha contribuito solo per il 4,7% sul risultato operativo della società, mentre quelle di smartphone e chip di memoria hanno rispettivamente pesato per il 38,4% e il 48,4%.