Una volta erano solo iPad, poi è arrivato Android. Ma oggi la concorrenza vera è rappresentata da Windows e Surface Pro 3 è l'emblema della voglia di rivincita di Microsoft. Ecco i numeri e le tendenze di un mercato in forte evoluzione.

Il mercato dei tablet è relativamente giovane, ma a pochi anni dalla sua nascita sta già vivendo una rivoluzione. Il primo iPad è stato infatti presentato all’inizio del 2010, inventando una categoria di prodotto in precedenza solo tratteggiata a grandi linee dai produttori di Pc. Da allora l’unica credibile sfidante è stata Samsung, che ha costruito intorno alla sua gamma Galaxy Tab una seria alternativa al dominio iniziale di Apple. A contorno una gran numero di altre proposte, provenienti per lo più dall’Asia. Ma a livello di quote di mercato non c’è mai stata storia: Apple e Samsung hanno finora dominato la scena.

L’anno scorso sono però arrivati i primi segnali di cambiamento. Da una parte hanno cominciato a prendere piede gli smartphone di grandi dimensioni, con display intorno ai sei pollici, dall’altra i Pc sono diventati sempre più ibridi, proponendosi con tastiere staccabili in modo da trasformare il tradizionale portatile in un tablet indipendente.

In mezzo, due grandi protagonisti che stanno tentando di conquistare posizioni partendo da due idee contrapposte: Microsoft, che con i suoi Surface e Surface Pro sembra ancora indecisa tra piattaforma tablet e piattaforma Pc, e Amazon, che con i Kindle Fire prova a guadagnare terreno partendo dall’idea che a fare la differenza siano i contenuti.

Le ultime mosse sono il lancio del Surface Pro 3, definito da Microsoft "il tablet che sostituisce il notebook", e del nuovo sistema operativo iOs 8 (si veda il box di pagina 48). In tutto questo, a sembrare un po’ disorientato è il consumatore, che a fronte dell’aumento dell’offerta ha reagito mettendosi prudentemente alla finestra. Così nel primo trimestre di quest’anno le consegne a livello mondiale sono cresciute di pochissimi punti percentuali (più 3,9% secondo le stime di Gartner), mentre in Italia avrebbero addirittura subito una battuta d’arresto (meno 10,5%, stando ai dati di Sirmi).

A livello numerico, quello dei tablet rimane comunque un mercato interessante, che insieme a quello degli smartphone e dei portatili ha guidato il fenomeno aziendale del Byod (Bring your own device). Questa tendenza sta rivoluzionando l’uso dell’It nelle imprese: sempre più spesso impiegati e dirigenti ricorrono a uno strumento tecnologico non più fornito dal datore di lavoro, ma di proprietà personale.

A fine maggio la società di ricerche di mercato Idc ha rivisto le stime di vendita dei tablet per l’anno in corso: mentre inizialmente si prevedeva un volume di 260,9 milioni di pezzi in tutto il mondo, questa stima è poi stata abbassata a 245,4 milioni. Si tratta sempre di una crescita a doppia cifra rispetto al 2013 (+12,1%), ma decisamente in calo se paragonata al +51,8% registrato lo scorso anno.

Secondo Idc, le cause principali di questo rallentamento sarebbero due: la prima è che i consumatori starebbero attendendo più del previsto a cambiare generazione di dispositivo, la seconda sarebbe la crescita dei cosiddetti "phablet" (unione delle parole phone e tablet) con schermo da 5,5 a 7 pollici. Le vendite di questo segmento sono passate dal rappresentare il 4,3% degli smartphone, nel primo trimestre dello scorso anno, al 10,5% dello stesso periodo 2014, per un totale di 30,1 milioni di pezzi.

Ma oltre alla battaglia sull’hardware c’è anche quella che si gioca sul piano dei sistemi operativi, dove Android rimane leader incontrastato, anche in virtù dell’elevato numero di aziende che lo adottano sui propri dispositivi. Nel 2013, secondo Gartner, la piattaforma per il mobile sviluppata da Google ha conquistato il 61,9% del mercato dei tablet (era il 45,8% un anno prima), mentre iOs è crollata dal 52,8% del 2012 al 36% dello scorso anno. Timidamente, compare un terzo protagonista, anche se con una quota di mercato che rimane risibile: Microsoft ha conquistato il 2,1%, raddoppiando quanto fatto registrare un anno prima.

La situazione di Microsoft merita di essere monitorata, anche perché sotto questo brand ricadono in realtà due versioni differenti di sistema operativo: il più limitato Windows Rt (che ha creato abbastanza confusione tra i consumatori, vista la sua incompatibilità a livello applicativo con il fratello maggiore) e Windows 8, ora giunto alla versione 8.1. Mentre Rt è stato abbandonato sostanzialmente da tutti i produttori hardware, la miniaturizzazione, la potenza e l’efficienza energetica delle nuove generazioni di processori Intel hanno consentito la realizzazione di tablet e portatili basati sul sistema operativo completo, rendendo del tutto inutile l’adozione di un software con troppe limitazioni. E se nella battaglia dei tablet Windows 8.1 conquisterà posizioni, i rapporti di forza potrebbero cambiare ancora una volta.