Le tecnologie per le nuove sale macchine corrono veloci, alla ricerca della massima agilità a costi sostenibili. Tutte le opzioni sono valide: dal ricorso a provider esterni, anche per applicazioni critiche, fino al ritorno ai tradizionali mega calcolatori. Lo conferma il Ceo di Compuware.

Come sarà il data center di domani? Gli sviluppi tecnologici più recenti configurano alternative diverse e soluzioni ibride (interne o esterne all’azienda) che rendono difficile tracciare un identikit della “sala macchine” del futuro.

Il percorso più battuto è quello delle architetture “software defined”, basate su componenti standard, relativamente semplici, in grado di essere configurati e attivati alla bisogna per compiti diversi. Sì, perché la parola d’ordine più comune ormai è “agilità”, vale a dire la capacità dell’It di adattarsi in modo quasi liquido alle esigenze del business.

Da questo scenario non viene esclusa nessuna possibilità: ci sono i server x86, magari in ambiente “open”, ma ci sono anche i cari vecchi mainframe. Sostenitore di un futuro in cui a queste macchine verrà ancora affidato il carico più importante di elaborazione dei dati è Christopher o’Malley, Presidente e Ceo a livello mondiale di Compuware, recentemente scorporatasi da Dynatrace e alleatasi con Bmc per offrire, in un unico one-stop-shop, le soluzioni per rendere sempre più efficiente l’utilizzo dei mainframe.

“Sono anni che mi occupo di mainframe”, esordisce o’Malley, “e posso ancora dimostrare senza tema di essere smentito che se analizziamo il costo/efficienza della singola transazione, queste piattaforme non hanno rivali. I mainframe, realizzati oggi solo da Ibm, sono più sicuri, più veloci e in ultima analisi anche più economici delle altre soluzioni. Ideali, insomma, per giocare un ruolo da protagonisti anche nei prossimi anni in ambito data center”.

Pare, quindi, che al contrario dei tanto bistrattati dinosauri, i mainframe oggi siano diventati agili per sopravvivere e siano in grado di competere con le nuove architetture.

“I nuovi Cio non conoscono il mainframe”, continua o’Malley, “ma se non hanno pregiudizi non possono che constatare l’estrema adattabilità di queste piattaforme alle nuove esigenze, come l’analisi dei Big Data o il supporto di applicazioni in mobilità. Per le grandi organizzazioni come le banche, poi, sono una soluzione insostituibile: in molti casi le opzioni Infrastructure as a Service (Iaas) e Platform as a Service (Paas) non sono praticabili”.

Oggi, in sostanza, il mainframe può eseguire “silenziosamente” e in modo affidabile tanti nuovi compiti. In pratica, quando tocchiamo un’icona di un’app bancaria sul nostro cellulare, da qualche parte un “cervellone” si attiva. “Dieci anni fa i Cio si davano da fare per smantellare questi grandi calcolatori, con l’obiettivo di risparmiare soldi. Oggi si rendono conto non solo che sono insostituibili, ma anche che gli economics sono più favorevoli, in molti casi. Il mio mestiere è affiancare e incoraggiare questi Cio, per almeno i prossimi 50 anni”.

Per le esigenze di calcolo di aziende meno strutturate o per progetti ancora più agili si sta facendo strada una formula diametralmente opposta al mainframe “in casa”, quella dei servizi Paas con applicazioni “critiche”, che in Italia sono quasi una rarità, con un numero di player che si conta sulle dita di una mano.

Uno di questi è Wiit, in crescita del 37% grazie a pesanti investimenti in infrastrutture (data center Tier 4, cioè il massimo dell’affidabilità). “Noi offriamo, ad esempio, business continuity in ambiente Sap”, dice Alessandro Cozzi, fondatore e Ceo di Wiit, “un livello di servizio prima raggiungibile dalle grandi e medie imprese solo con infrastrutture di proprietà. Stiamo crescendo tanto perché la transizione verso le soluzioni cloud è favorita dalla virtualizzazione, che consente di abbattere i costi della migrazione verso l’esterno dell’azienda, se ci si rivolge a provider come noi”.

Per Cozzi, i giovani Cio non si faranno problemi a rottamare le vecchie architetture “in-house”: per i data center del futuro si prospetta una battaglia generazionale tra i nuovi mainframe agili e i flessibili servizi Paas?