Per tradurre velocemente le idee in azione, le aziende devono potersi appoggiare a un sistema It agile e scalabile. Ma in Italia paura, retaggio culturale e digital divide frenano ancora l'adozione del modello “as-a-Service”.

Oggi le aziende che vogliano continuare a operare sul mercato con successo devono poter liberare velocemente le proprie idee, traducendole in prodotti e servizi capaci di intercettare le esigenze dei clienti in tempi rapidi e certi: esigenze che trovano nei servizi cloud e nelle infrastrutture “as-a-Service” strumenti in grado di accelerare le sperimentazioni di business e di supportare le continue evoluzioni d’impresa.

“Per concedersi il lusso di provare nuove strade, le aziende devono essere consapevoli che in questa ricerca possono commettere errori. Fondamentale è, quindi, procedere in modo “smart”, cercando di ridurre al massimo i rischi, aumentando la velocità d’azione”, esordisce Davide Tammaro, cloud development di Retelit, spiegando che attraverso l’esternalizzazione delle infrastrutture It è possibile azzerare tutti i tempi necessari alla valutazione e all’autorizzazione di spese di capitale, ottenendo risposte certe in tempi pianificati con la certezza di attingere alle tecnologie senza mai preoccuparsi di dimensionarle.

Del tutto concorde è Felice Leone, amministratore unico di Gway (società del Gruppo R1), che proprio nella scalabilità della capacità di calcolo riconosce uno dei punti centrali per garantire il successo commerciale delle iniziative di business.

“Negli ultimi cinque anni”, illustra Leone, “si è assistito a un cambiamento copernicano, che ha trasformato in liquido e immateriale il rapporto fra consumatore e aziende. Questo ha comportato un profondo mutamento del customer journey, facendo delle applicazioni il focus centrale di ogni attività d’impresa. Per questo motivo, la possibilità di scalare velocemente all’interno della capacità computazionale così come quella di offrire servizi on demand e pay-per-use rappresentano oggi la chiave per il successo di ogni iniziativa”.

Risale a un paio d’anni fa anche la messa a punto dell’offerta Gway, oggi impegnata sul fronte classico e ibrido del cloud IaaS pubblico e privato attraverso il Centro di Competenza di Perugia e una formazione continua di tutti i suoi collaboratori.

“Siamo convinti che la flessibilità e l’efficienza raggiungibili con l’adozione dello Iaas rappresentino uno dei migliori acceleratori di competitività per il Paese”, ribadisce l’amministratore unico, che nell’infrastruttura tradizionale vede un forte freno a tutte quelle dinamiche di business in cerca di velocità d’esecuzione e modularità applicativa.

L’esternalizzazione dell’It non crea solo efficienza per un migliore utilizzo delle risorse, è in grado di assicurare anche una gestione trasparente dei costi. “Scegliere il cloud consente alle aziende di concentrarsi solo sul core business, risparmiando tempo e denaro e mantenendo contemporaneamente standard di sicurezza elevatissimi”, commenta Dionigi Faccenda, sales & marketing director di Ovh Italia.

La società storicamente opera sul mercato con un’offerta Private Cloud, cui ha affiancato dal 2015 anche una proposizione in ambito pubblico e, in tempi più recenti, un approccio ibrido, appoggiandosi a un’infrastruttura di venti data center dislocati in tutto il mondo e collegati tra loro da una rete proprietaria in fibra ottica che garantisce comunicazioni veloci e sicure.

Attiva da un paio d’anni è anche la proposizione IaaS di Retelit. Società che, capitalizzando sul livello qualitativo della connettività su cui ha da sempre basato il proprio business, ha deciso di far evolvere in direzione cloud un portfolio già integrato di servizi dedicati alle aziende. “Oltre alla qualità e all’innovazione delle tecnologie, le peculiarità della nostra offerta sono legate soprattutto  alle soluzioni di connettività, che permettono un’estensione reale e affidabile dei data center dei nostri clienti, cui è garantita una totale flessibilità e un minimo impatto in termini di operations e networking”, afferma Tammaro, sottolineando anche l’estrema importanza di ragionare in logica di data center ibrido.

 

Superare le paure

Nonostante la maturità raggiunta dalle tante soluzioni infrastrutturali as-a-Service, sul mercato italiano sono ancora molti i nodi da sciogliere prima di una loro vera e propria adozione pervasiva: primo fra tutti, la paura di archiviare i dati in cloud. “Ancora oggi nel nostro Paese è radicata l’idea che tenere i dati in casa sia garanzia di salvaguardia”, osserva Leone.

“Questa è una falsa convinzione: l’offerta IaaS, infatti, è pienamente matura e offre soluzioni di disaster recovery e backup normalmente inaccessibili alla piccola e media azienda italiana. Il contesto normativo, inoltre, ha reso conforme il quadro legislativo in tutto l’ambito comunitario, consentendo di superare i confini nazionali per rivolgersi a un’offerta più ampia che sta permettendo una riduzione significativa dei costi”.

Anche per Retelit paura, retaggio culturale e scarsa consapevolezza rappresentano i principali freni all’adozione delle infrastrutture cloud in Italia. “I clienti vogliono sicurezza, soprattutto sui livelli di servizio, ma spesso non trovano un provider capace di garantire Sla di connettività, di disponibilità dei sistemi e di disponibilità dei dati in un unico contratto”, afferma invece Tammaro, spiegando come la capacità di Retelit di operare come unico provider di connettività e cloud attraverso infrastrutture proprietarie offra alle aziende tutte le garanzie ricercate.

E sul tema della connettività torna a battere anche Ovh, riconoscendo nello Stivale un digital divide ancora irrisolto, soprattutto in alcune aree geografiche. “Un problema tipicamente italiano è la pesante dipendenza del mercato da sistemi legacy, come S36, AS400 e Cobol”, sottolinea Faccenda. Per aiutare le aziende a rendere più moderne le proprie infrastrutture It, Ovh offre una serie di servizi di formazione e consulenza, mirati a semplificare la comprensione dei nuovi paradigmi e a rendere più semplice ed efficace la migrazione sulla nuvola.

 

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