All’Ifa di Berlino edizione 2015 non ci sono stati grandissimi botti in termini di nuovi annunci ma è arrivata la conferma che il mercato dei dispositivi digitali sarà sempre più guidato dai paradigmi smart e connected. La sfida cinese per conquistare la leadership in ogni settore è più che mai lanciata. E intanto, su scala globale, ecco i primi timidi segnali di ripresa.

C’è chi l’ha battezzata come un’edizione di passaggio e probabilmente la definizione è la più corretta per inquadrare Ifa 2015. La sei giorni andata in scena alla Fiera di Berlino, con poco meno di 1.650 espositori scesi in campo, non ha infatti regalato grandissime novità a livello di prodotti.

Mobile (leggi smartphone top di gamma) e wearable (smartwatch e fitness watch) si sono confermati filoni preminenti, terminali perfetti per quella che è diventato ormai il dogma dei vendor tecnologici, e cioè smart home e smart life. In tutte le varianti possibili e sotto il cappello sempre più avvolgente delle app, della connettività senza fili, dell’Internet delle cose e della tecnologia 4K (l’ultra definizione, salita ora a bordo di smartphone e computer ibridi).

Come ha ben spiegato Dinesh Paliwal, il presidente e Ceo di Harman, “la tendenza prevalente per i dispositivi digitali mobili sarà la connettività intelligente”. Cosa significa questo? È presto spiegato, con le parole dello stesso Paliwal: “dai dispositivi personali per il fitness che seguono ogni nostro movimento e trasmettono i risultati alle applicazioni di fitness che monitorano le nostre attività fino alle auto che ci notificano un problema di manutenzione molto prima che questo si verifichi, ci troviamo a essere testimoni di un tempo di trasformazione per quanto riguarda l’elettronica, e cioè l’era dei dispositivi intelligenti che si connettono, anticipano, comunicano e si adattano”.

E la classica consumer electronics, storicamente unica protagonista della kermesse berlinese? Televisori, apparecchi audio e video, accessori e gadget digitali di ogni genere e tipo e naturalmente elettrodomestici certo non sono mancati. Anzi tutt’altro. Frigoriferi, aspirapolveri e lavatrici intelligenti da una parte, mega schermi televisivi e dispositivi smart per il controllo del sonno e della salute dall’altra hanno fatto come sempre capolino in ogni angolo di Ifa.

Novità di prodotto a parte, se c’è un particolare balzato all’occhio passeggiando fra i padiglioni della Messe Berlin questo è l’ingombrante presenza cinese. Huawei, Haier, Lenovo, Hisense e altri vendor ancora poco conosciuti al grande pubblico sono pronti a conquistare definitivamente l’Europa, raccogliendo il testimone delle aziende giapponesi e di quelle coreane?

In parte sta accadendo, e lo testimoniano i dati di vendita in alcuni specifici segmenti (i telefonini, i pc, il bianco). Ma ci sono anche altre considerazioni da mettere sul tavolo. Nelle Tv, per esempio, i marchi forti che al momento dominano il mercato hanno mantenuto per il momento ai margini i produttori cinesi “ringraziando” lo stallo della domanda e la difficoltà di un’industria che non sa più sostenere cicli di rinnovo alla stessa velocità del recente passato.

Indicativo, in tal senso, il fatto che in molti casi le anteprime delle nuove linee di televisori (anche in forma di prototipi) vengano presentate a inizio anno al Ces di Las Vegas e che durante Ifa sfilino di conseguenza in passerella modelli già presenti nei cataloghi di vendita.

Le novità, agli occhi del consumatore finale, si sono materializzati soprattutto su “elementi di contorno” rispetto al device in quanto tale, che si tratti di telefonini ed orologi o di televisori e appliance domestiche. Parliamo quindi di contenuti e applicazioni, di estetica ed esperienza d’uso, di interoperabilità e di capacità prestazionali.

Qualche esempio?  L’accordo stretto da Lg con la Bbc per portare contenuti Hdr (High Dynamic Range) sui propri Tv Oled 4K in modalità streaming sfruttando le nuove reti broadcast a banda larga. Oppure lo standard Hi-Res per i prodotti audio, un “add on” che ha saputo ben cavalcare il paradigma della musica liquida e che piano piano sta attirando le attenzioni del grande pubblico (grazie a sistemi proposti a una fascia di prezzo accessibili per il mass market) e non solo dei super appasionati del mondo hi-fi.

La ripartizione in percentuale del mercato globale dei device digitali - fonte GfK

 

Un mercato che mostra segni di ripresa

Ma qual è, al di là delle tendenze in atto e delle potenzialità di cui sono accreditati nuovi mercati in corso di maturazione come quello dei dispositivi indossabili o dei dispositivi intelligenti e connessi per l’IoT, lo stato di salute della consumer electronics?

I dati sciorinati a Ifa da Gfk ci dicono in proposito che, su scala globale, il bilancio 2015 dovrebbe conoscere un incremento di circa nove miliardi di euro, toccando quota 185 miliardi.

Indicazione confortante viziata però dal rapporto valutario favorevole fra euro e dollaro: se espresso in moneta americana, l’andamento attuale del mercato tech si può sostanzialmente definire stabile. Ed è comunque una notizia non trascurabile rispetto alle significative flessioni degli ultimi anni.

L’industria dell’elettronica di consumo, non va dimenticato, vive una fase di consolidamento nei suoi settori guida ma trova conforto dalla crescita, anche importante in termini quantitativi, dei prodotti considerati come innovativi: TV 4K (nel 2015 ne saranno venduti 28 milioni nel mondo, sui 230 milioni totali, e gran parte di questi finiranno in Cina) e sound bar, action camera e macchine fotografiche mirror less ad alte prestazioni, smartwatch e fitness band, droni e naturalmente gli smartphone. Che costituiscono ancora, nonostante una curva di crescita in vistosa flessione, uno dei principali driver del mercato digitale.