Grazie a importanti investimenti in tecnologia, tra cui spiccano le soluzioni di storage di Emc, Brennercom punta a crescere in Italia ma anche nei Paesi di lingua tedesca. Facendo leva su una rete in fibra ottica che serve oggi oltre 12mila aziende.

Con un organico di circa 200 dipendenti e un parco clienti di oltre 12mila aziende, Brennercom è oggi uno tra i più solidi e dinamici operatori Ict in Italia. La sede centrale è a Bolzano, un secondo centro nevralgico è situato a Trento, mentre filiali sono presenti a Milano, Verona, Rovereto, Innsbruck e Monaco di Baviera.

La società ha costruito negli anni una rete in fibra ottica di ultima generazione, in grado di collegare a 10 Gigabit al secondo i clienti italiani dell’area nord-est (dal Trentino Alto Adige, passando per il Veneto e la Lombardia) e quelli di Austria e Germania. I servizi cloud si basano su tre data center. Due, quelli di Trento e Bolzano, sono “gemelli” (entrambi classificati tier 4, il livello più alto di affidabilità e disponibilità) mentre il terzo, situato a Innsbruck, viene utilizzato per le funzioni di disaster recovery. Tutti sono collegati attraverso una rete da 100 Gigabit al secondo, con tempi di latenza di un millisecondo.    

Quella di Brennercom è la storia di una delle tante aziende che, avendo investito in tecnologia, sono riuscite a farsi trovare pronte all’appuntamento con una nuova opportunità di mercato. Questa opportunità, nel 2013, e stata la crescente domanda di servizi di cloud computing.

 “Per la verità”, racconta Karl Manfredi, amministratore delegato della società, “anche se il nostro core business era l’offerta di servizi di fonia e banda larga, prima del 2013 noi comunque erogavamo già alcune prestazioni in outsourcing, come le soluzioni per email aziendali e il farming dei server. Il cloud e stato quindi un passaggio quasi naturale”.

Anche se Manfredi minimizza, con la signorilità e la concretezza tipiche degli altoatesini, le infrastrutture tecnologiche necessarie per fare il “salto” dal mondo dei servizi gestiti al cloud hanno richiesto notevoli investimenti in denaro e know-how; basti vedere i tre data center, situati a Bolzano, Trento e Innsbruck: tutti costruiti sfruttando le tecnologie più innovative (per gli addetti ai lavori, si tratta di strutture “tier 4”).

Partendo dunque da fondamenta solide, tra cui una rete di telecomunicazioni proprietaria a banda larga da 10 Giga-bit al secondo che si estende in tutto il Nordest, Brennercom ha potenziato di recente le sue infrastrutture per poter offrire livelli di servizio tali da espandere il business in ambito di cloud computing non solo in Italia, ma anche in Austria e Germania.

“Avevamo l’esigenza di incrementare il livello di servizio”, racconta Manfredi, “e volevamo stringere una partnership con un brand multinazionale, che ci permettesse di avere un unico interlocutore e che fosse riconosciuto dai potenziali clienti (tra cui banche e Pubblica Amministrazione locale) come un fornitore affidabile”.

Dopo un’attenta valutazione delle alternative presenti sul mercato, Brennercom ha scelto di puntare sulla virtualizzazione, con la tecnologia Vmware, sugli apparati di rete di Cisco e sulle soluzioni storage di Emc, un partner strategico perché gli attuali tre Petabyte di dati (vale a dire 3.000 Gigabyte) sono destinati ad aumentare in modo esponenziale con l’avvento dei Big Data e con l’affermarsi di Internet delle cose.

 

Flessibilità e affidabilità prima di tutto

Per poter offrire servizi cloud a valore aggiunto, ma soprattutto per farlo assicurando il massimo livello di flessibilità e scalabilità ai propri clienti (che poi e il motivo principale per cui le aziende si indirizzano al cloud), Brennercom ha deciso di realizzare un’infrastruttura storage allo stato dell’arte.

Ha scelto cosi di dotarsi di sistemi Emc Vnx unified storage dotati sia di dischi tradizionali, ma veloci e capienti, sia di memorie flash ad alte prestazioni, collegando i due data center di Trento e Bolzano con una linea da 100 Gigabit al secondo.

“Volevamo essere in grado di realizzare per i nostri clienti”, dice Manfredi, “soluzioni cloud decisamente più affidabili di quelle che si possono già trovare sul mercato, ma volevamo anche salvaguardare la possibilità di costruirle su misura, lavorando fianco a fianco con il cliente insieme ai nostri partner.

Emc e stato un interlocutore ideale da questo punto di vista, sia a livello tecnologico sia umano”. Proprio grazie all’attenzione che Brennercom ha dedicato all’innovazione e agli aspetti tecnici, la società e riuscita a imporsi in un mercato che, nonostante la giovane età, e già presidiato da una parte da grandi imprese nazionali e internazionali, dall’altra da piccoli ma agguerriti player locali.

“Il rischio di non trovare il giusto spazio c’era”, confessa Manfredi, “ma l’abbiamo scongiurato, anzi, abbiamo approfittato del rinnovamento tecnologico per rafforzare il presidio territoriale che ci ha sempre caratterizzati, assumendo anche nel mercato del cloud computing un ruolo importante di cerniera tra il Nord Italia e i Paesi di lingua tedesca.

Da parte nostra, poi, cerchiamo sempre di differenziare la nostra offerta puntando su un modello di cloud intelligente, cercando di non scordare mai che per gestire i dati in modo efficace (ad esempio memorizzando quelli più importanti e più utilizzati in dispositivi ad alte prestazioni), le infrastrutture devono essere a loro volta intelligenti e flessibili”.