Il segmento business traina la risalita delle vendite di Pc, come raccontato da Idc e da Gartner. Quest'anno nel mondo si acquisteranno 62 milioni di terminali, fra sistemi desktop, workstation, notebook e due-in-uno.

In barba a tutte le Cassandre, i personal computer non solo resistono ma dopo anni di rallentamento mostrano una rinnovata vitalità. Intendiamoci: non si può certo parlare di boom di vendite, però quest'anno il mercato dei Pc desktop, delle workstation, dei portatili tradizionali e “ibridi” ha cominciato a dare segnali di ripresa fin dal primo trimestre. Ora nuovi dati di Idc e di Garner, relativi al periodo di aprile, maggio e giugno, confermano l'impressione.

Per Idc, ad aprile, maggio e giugno sono stati venduti 62,3 milioni di dispositivi, con un rialzo a volume anno su anno del 2,7% che rappresenta il miglior risultato mai osservato dal 2012. Niente male, anche se oltre alla crescita organica il merito va anche al confronto facile con un secondo trimestre 2017 particolarmente debole (c'erano stati problemi di disponibilità di componenti e rincari sulla supply chain).

Gartner, invece, si limita a osservare un comunque non disprezzabile +1,4% rispetto al secondo quarter del 2017, a fronte di 62,1 milioni di Pc venduti. Ed era dal 2012 che non si rilevava una crescita trimestrale anno su anno.

Come sempre le due società di ricerca si discostano leggermente nei numeri per via di alcune differenze metodologiche. La sola Idc include i Chromebook (la cui dinamica è positiva) nei conteggi di ciò che considera un “personal computer” e vi esclude i 2-in-1 con tastiera staccabile; al contrario, Gartner non considera i modelli con sistema operativo Chrome OS ma conteggia, invece, i Surface di Microsoft.

Per entrambe, il monitoraggio trimestrale abbraccia i Pc da scrivania classici, le workstation, i portatili e gli ultraportatili. Ma quel che conta è la sostanza: i Pc stanno risalendo, in particolare quelli dei marchi già affermati, che possono sfruttare economie di scala, presenza sul canale e forza contrattuale con i fornitori di componenti per non far lievitare troppo i prezzi al consumo.

I primi cinque vendor, sottolinea Idc, concentrano circa il 78% del mercato. Spicca in particolare Hp, con una crescita trimestrale anno-su-anno ben superiore alla media di mecato (7,6% a volume per Idc, +6,1% per Gartner), anche se la società di Palo Alto ha perso l'oro a causa di una Lenovo potenziata dall'acquisizione della divisione Pc di Fujitsu. I primi due vendor detengono ciascuno circa un quinto del mercato, seguiti da Dell, Apple e Acer. Altro segnale di buona salute del mercato è il fatto che i volumi siano cresciuti in tutte le macroaree geografiche, a partire dal +1,3% a volume (secondo Gartner) della regione Emea.

 

Il business fa da traino

Sul fronte della domanda, a trainare sono gli acquisti fatti da aziende e professionisti. La crescita, “è stata spinta dalla domanda del segmento business, tuttavia offuscata dai cali di vendite del segmento consumer”, commenta l'analista di Gartner Mikako Kitagawa. “Le persone usano i propri smartphone per un numero ancor maggiore di attività quotidiane, come il controllo dei social media, i calendari, il banking, gli acquisti, e questo sta riducendo la necessità di possedere un Pc consumer”.

 

Il collega di Idc Jay Chou, uno tra gli autori del monitoraggio periodico “Personal Computing Device Tracker”, sottolina che “per quanto i Pc possano non essere il dispositivo di default per molti casi d'uso, il mercato continua a mostrare nicchie di resilienza, dato che il modo in cui si utilizzano i computer si evolve e migliora”. Addirittura, fa notare l'analista, i periodici aggiornamenti hardware nelle aziende hanno determinato vendite in crescita per alcuni tipi di sistemi desktop, che sono quanto di più tradizionale si possa immaginare.

 

È però bene non esultare troppo, ammoniscono gli analisti, perché entro un paio di anni “nel segmento business si indebolirà lo slancio, quando sarà passato il picco delle sosituzioni dovute a Windows 10”, evidenzia Kitagawa. I vendor, dunque, non dormano sugli allori: dovranno trovare “nuovi modi per preservare la crescita nel segmento business”.

 

 

 

Luci e ombre sul futuro

Buttando lo sguardo avanti nel medio periodo, per i Pc si prospettano ancora tempi non facilissimi. È la stessa Gartner a dirlo, prefigurando che il problema della scarsa disponibilità di memorie Dram lungo la supply chain continuerà da qui al 2020 a impattare sui costi degli Oem, i quali riverseranno i rincari sul consumatore finale.

 

I produttori di Pc continueranno ad aumentare i prezzi nel corso del 2018”, assicura Ranjit Atwal, research director di Gartner. “Anche la presenza di schermi di dimensioni maggiori e di più schede grafiche significa che i costi saliranno, gonfiando la spesa in hardware per famiglie e aziende”.

 

Ci si attende, inoltre, che sia le aziende sia gli utenti consumer aumentino gli acquisti di modelli di fascia alta: per il segmento dei Pc premium e ultramobile quest'anno si prevede un incremento del 12% rispetto al 2017.

 

C'è poi un altro fattore, sebbene non immediato, da considerare: la fine del supporto a Windows 7, che Microsoft ha messo in agenda a gennaio 2020. “Per le aziende diventerà di primaria importanza la migrazione da Windows 10 il piùpresto possibile, e sicuramente entro la fine del 2019”, rimarca Atwal.