Cynny Space è una delle poche imprese italiane a competere con i giganti americani nel mondo dell’archiviazione online. I suoi plus? Tecnologie all’avanguardia sia lato hardware che lato software offerte a prezzi molto competitivi e l’impegno di localizzare i dati dei clienti all’interno dell’Unione europea per garantirne la privacy in conformità alle leggi europee vigenti.

Giovane, tutta italiana e sorella più piccola di Cynny Spa. Cynny Space è una startup che prova a scalfire il dominio assoluto o quasi di giganti come Amazon a Google provando a mettere in campo soluzioni tecnologiche del tutto inedite come il più piccolo micro-server al mondo mondo (8,3cm x 3,4 cm) mai creato con processori Arm e un file system progettato in modalità “organic computing” con funzionalità automatiche di apprendimento, organizzazione, diagnosi e manutenzione.

Il suo segreto? Combinare il tutto in un’architettura in grado di offrire servizi di storage as-a-service a costi estremamente vantaggiosi. Come nasce questa azienda lo spiega a Technopolis, Andrea Marchi, Amministratore Delegato di Cynny Space.

Perché nasce e come nasce l’idea di una startup in un mercato presidiato dai grandi tech vendor Usa?

Cynny Space nasce dalla volontà di fare innovazione in Italia e in Europa. La sua genesi è collegata ad un’idea rivoluzionaria: quella di utilizzare una tecnologia di mass market, la stessa utilizzata dagli smartphone, per gestire in modo efficiente i dati in cloud. Pensiamo di avere tutte le carte in regola per competere con i big americani, perché portiamo un’innovazione tecnologica hardware e software dai costi estremamente vantaggiosi, unita alla localizzazione dei dati all’interno dell’Unione Europea. Finanziariamente, siamo partiti da un investimento di circa mezzo milione di euro per creare gli strumenti e le interfacce necessarie ai clienti B2B e sviluppare la rete commerciale.

State cercando o cercherete finanziamenti sul mercato dei fondi e dei venture capital?

Abbiamo i fondi necessari per gestire al meglio l’ingresso sul mercato, ma prevediamo un secondo round nel 2017 per passare al prossimo step di sviluppo sia commerciale che tecnico.

Il vero valore aggiunto sono le tecnologie hardware e software sviluppate in house?

Sì, questa è l’anima di Cynny Space. Siamo orgogliosi di essere una delle poche startup italiane a fare innovazione sia hardware che software in house. Ho già accennato all’hardware e ai micro-server da noi disegnati ma il software è altrettanto rivoluzionario. Strettamente connesso al discorso tecnologico c’è quello dell’ecologia, non un trend da cavalcare ma un concept nato con il progetto. Il micro-server su cui si basa la nostra infrastruttura ecologica consuma solo 1,7W a pieno carico rispetto ai 60-100W della tecnologia tradizionale. L’unione di tecnologia ed eco-sostenibilità ci consente, quindi, di offrire i prezzi più bassi sul mercato e in modalità a consumo in base allo spazio occupato (0,01 euro per GByte al mese, ndr) e senza alcun costo nascosto).

La clientela B2B a cui vi rivolgete sono i professionisti e le Pmi? E di quale settore in particolare?

Il nostro target preferenziale è quello dei system integrator, dei grandi player dell’It e degli Internet Provider, della Pubblica Amministratore e, più in generale, di chiunque necessiti di archiviare grandi quantitativi di dati, soprattutto per integrarli in altri servizi. Esempi a riguardo sono quelli di sincronizzazione dati, backup e disaster recovery, archiviazione di video, di documenti o videosorveglianza. I nostri clienti, inoltre, hanno un’ulteriore possibilità di scelta che va incontro alle loro esigenze, in quanto i nostri servizi di cloud object storage possono essere erogati  non solo in modalità IaaS, ma anche in private cloud, ossia offrendo il servizio installando direttamente nei data center dei clienti i nostri armadi di micro server.

Il modello di business si basa solo sul fee per l'affitto dello spazio storage?

Sì, è quello il nostro core business, vogliamo focalizzarci su un settore verticale in cui crediamo fortemente e farlo al meglio, senza disperdere energie in una pluralità di servizi di qualità mediocre ma puntando esclusivamente su qualità e trasparenza: non ci sono costi nascosti o soglie d’ingresso per poter usufruire del nostro servizio. Il business model di Cynny Space è quello di vendere spazio online a chi sia interessato a utilizzare il cloud object storage, proprio come fanno Google e Amazon.

Dove sono collocati i vostri data center?

La nostra offerta di cloud storage è 100% europea, per questo abbiamo scelto di localizzare in Francia i nostri rack per sfruttare la connessione ottimale offerta Oltralpe e godere di una localizzazione ideale per servire l’intera Europa, anche se entro la fine dell’anno abbiamo in programma di potenziare l’infrastruttura qui in Italia, dove sta effettivamente avvenendo lo sviluppo commerciale.

Personalmente crediamo che le regole comunitarie costituiscano un incentivo a non rivolgersi a provider extra europei; il nostro impegno infatti è quello di localizzare i dati dei nostri clienti all’interno dell’Unione europea per garantire la privacy e seguire le leggi europee in merito, non ultima la General Data Protection Regulation.

Gli obiettivi in termini di fatturato e di clienti?

Nel 2006 chiesero la stessa cosa a Mark Zuckerberg e a lui mi pare abbia portato bene rispondere “non lo so”. A parte gli scherzi, l’obiettivo è quello di essere quanto più veloci e presenti possibili sul mercato. Stiamo parlando di un settore in fortissima crescita, valutato circa 10 miliardi in Europa e in forte crescita. Abbiamo l’obiettivo di espanderci in Europa e siamo ben consapevoli che non è un mercato semplice ma ci sono ancora ampi margini per quanti propongono qualcosa di davvero innovativo.