Innovazione negli spazi fisici, nella concezione del lavoro, nella collaborazione fra le persone  e nella relazione aperta con il mercato: la nuova sede di Econocom Italia, a Milano, è un esempio unico di applicazione e sperimentazione delle nuove tecnologie.

Un luogo concepito per nuovi modelli di lavoro basati sui principi della collaborazione “smart”, dove la tecnologia è “fisicamente” applicata per supportare i processi di cambiamento organizzativo e strategico. Denominato non a caso “Village” e realizzato all’interno del complesso La Forgiatura, in un’ex area industriale completamente riqualificata alla periferia nord-ovest di Milano, è la nuova casa di Econocom Italia, filiale dell’omonimo Gruppo francese (da oltre 10.700 collaboratori attivi in 19 Paesi e un fatturato di tre miliardi di euro l’anno), e riunisce in un’unica location anche le società satellite Bizmatica e Asystel Italia.

Il Village non è semplicemente una sede aziendale che ospita circa 350 persone, sugli oltre 500 dipendenti complessivamente in organico nel nostro Paese. È un ambiente multifunzionale e accogliente, in cui il paradigma della trasformazione digitale viene vissuto quotidianamente, in una sorta di sperimentazione “on the go” delle nuove tecnologie, diffuse capillarmente senza essere invasive, pensate per rendere più fruibili e funzionali gli spazi e quindi per migliorare le attività quotidiane delle persone.

Dentro c’è un po’ di tutto, compreso un robot umanoide (Pepper) addetto all’accoglienza dei visitatori, con il quale poter interagire e attraverso il quale si raccolgono informazioni utili allo sviluppo di applicazioni “reali” per le aziende clienti. Tutto si ispira a una rivisitazione innovativa del modo di lavorare, secondo una logica “phigital”, fisica e digitale insieme, che punta a massimizzare i benefici della collaborazione e della socializzazione, della contaminazione e della condivisione di idee ed esperienze.

Il Village riflette la strategia di una società che ha fortemente voluto cambiare pelle nel corso degli ultimi cinque anni, trasformandosi da gestore degli asset tecnologici a valore aggiunto a player digitale fortemente caratterizzato per l’innovazione della propria offerta. Una società che ha trovato la formula per far convergere competenze trasversali in un hub tecnologico in cui si progetta, si sperimenta e si integra l’innovazione per accelerare la trasformazione delle aziende.

“Il processo di change management è tutt’ora in corso, sia a livello culturale sia a livello organizzativo, ed è in atto una profonda evoluzione in termini di risorse umane, valorizzazione di competenze e ricerca e coinvolgimento di nuovi talenti”, spiega il chief strategy officer di Econocom Italia, Patrizio Corniello.

Nella struttura trovano infatti posto un’area di co-working aperta a partner e clienti (ma non solo), i laboratori di digital experience per sperimentare applicazioni di realtà mista e coding, spazi per le startup, diverse social area per il networking e uno spazio multifunzionale da 300 posti per ospitare workshop ed eventi sui temi dell’innovazione. “Il Village” aggiunge Corniello, “traduce in forma concreta la nuova identità di Econocom e rispecchia una nostra prerogativa, e cioè quella di vivere al nostro interno la trasformazione digitale prima di venderla sul mercato. Si parte dall’esperienza d’uso migliore per disegnare il processo in risposta all’esigenza e quindi si adotta e si integra la tecnologia più idonea allo scopo”.

L’approccio che muove le varie attività è infatti di tipo olistico, parte da una visione d’insieme per focalizzarsi sulla particolare necessità di una specifica classe di utenti: dagli addetti che operano nei diversi settori dell’industria ai consumatori di prodotti di largo consumo. Nel lounge bar al settimo piano del Village, per esempio, l’ordine della bevanda preferita, effettuato tramite app mobile, arriva direttamente al sistema di gestione ordini e pagamenti in grado di notificare all’utente quando la bevanda è pronta.

La piattaforma LeONhub, appoggiata sul cloud e continuamente in evoluzione, dialoga con la domotica e le funzionalità legate alla vita del Village come il controllo accessi, l’apertura di ticket personali, l’utilizzo degli spazi comuni. Tutto. Attraverso un’unica dashboard di “enterprise immune system”, così come definita da Econocom, vengono inoltre elaborati i dati sul traffico di rete (fissa e wireless), sulle macchine connesse, sui servizi utilizzati. Big Data e Internet delle cose, nonché alti livelli di protezione dei dati e delle risorse aziendali, insomma, sono strumenti tecnologici che vengono testati ogni giorno, per affinarne l’applicazione sul campo.

 

Parola magica: interazione

Persone, tecnologie, spazi: le tre anime del Village sono strettamente legate fra loro da connessioni di natura diversa. Connessioni fisiche, come il ponte impreziosito da oltre 380mila led colorati (per un’estensione di 1,8 chilometri) che collegano l’area di produzione a quella più social e collaborativa. Virtuali, come la connettività WiFi disponibile ovunque, anche in alcune postazioni coperte collocate nei cortili interni della struttura.

Non ci sono telefoni fissi, e anche l’ufficio dell’amministratore delegato è uno spazio aperto in cui poter lavorare in modo condiviso con il capo azienda. Vetrate e pareti diventano superfici intelligenti su cui scrivere appunti digitalizzati in tempo reale; monitor resi sensibili al tocco sono a disposizione di tutti, in logica di collaborazione inclusiva, mentre lo smartphone è eletto a strumento principe per comunicare fra gruppi di lavoro e prenotare (per esempio) le sale riunioni tramite QR code e app mobile aziendale.

Tutti gli spazi, in generale, sono stati progettati per essere esplorati come se si stesse navigando su un portale web. Ogni dipendente è dotato di un badge multiuso, con tecnologie Nfc e Rfid e funzionalità di wallet digitale integrate: un vero e proprio passpartout con cui accedere alle risorse fisiche di un edificio progettato in chiave smart, e non solo in ottica di efficienza energetica.

Non mancano, poi, virtuosità sui generis quali i “pulsanti connessi”, che consentono di automatizzare task operativi come le richieste specifiche di assistenza per eventuali malfunzionamenti dei tanti apparecchi connessi (stampanti, frigoriferi, vending machine) dislocati fra le stanze colorate del Village.

Il dogma della smart collaboration si traduce infine nell’abbandono dei formalismi di luogo e orario: ogni addetto di Econocom ha la libertà di decidere dove e in che modo lavorare e di scegliere il proprio compagno di scrivania in base all’attività svolta, in un’ottica di partecipazione individuale a un progetto comune. Contaminazione e socialità a 360 gradi sono gli imperativi, i punti programmatici del manifesto virtuale che ispira il villaggio.