L'Assintel Report stima per il 2016 un balzo in avanti del 3,1% per il mercato It italiano, trascinato oltre i 25 miliardi di euro dai progetti di digitalizzazione intrapresi soprattutto dalle imprese di medie e grandi dimensioni. Per sostenere l'evoluzione del business, le aziende sono sempre più spesso chiamate a lavorare su più fronti contemporaneamente, attivando un portfolio di progetti da supportare attraverso un esteso ecosistema di risorse.

Il mercato dell’Information technology italiano è uscito finalmente dalla crisi. A decretarlo è l'Assintel Report 2016 (redatto da NextValue) che per quest'anno stima addirittura una crescita del 3,1%, per un valore complessivo del settore oltre i 25 miliardi di euro.

A sostenere la ripresa gli investimenti collegati alla trasformazione digitale e, in particolare, ai cosiddetti “digital enablers”, iniziative in grado di agire da volano nella modernizzazione del business delle aziende. Complessivamente gli investimenti in questo ambito varranno a fine anno 7,4 miliardi di euro, ossia il 16% in più rispetto al 2015.

Per metterne a fuoco i temi dominanti e il loro carattere d'urgenza, sono stati intervistati 1.000 decisori It delle principali aziende italiane (il 51% delle quali di dimensioni medio-grandi e il restante 49% di dimensioni medio-piccole): nel 42% dei casi è stato confermato l'interesse ad avviare, da qui ai prossimi 12 mesi, progetti collegati ai “digital enabler”, per la metà caratterizzati da priorità medio-alta.

Fra gli ambiti principali d'investimento spiccano il cloud computing (Saas, Iaas e Paas, con una fetta del 16%) e la cybersecurity (14%) mentre tutto ciò che riguarda il cliente cattura circa il 35% della spesa. Chiude l'elenco l'IoT (5%), che in termini di valore registra, comunque, un balzo in avanti del 22% rispetto al 2015.

Interessanti anche i budget It definiti dalle aziende italiane in quelli che NextValue definisce “innovation accelerator”, ossia quelle tecnologie che non sono ancora adottate in modalità mainstream, ma su cui l'8% delle imprese campione sta già focalizzando la propria attenzione.

In questo campo i progetti con la priorità maggiore sono il cognitive computing (27%) e la realtà aumentata (23%), due ambiti che combinati cubano addirittura la metà degli investimenti pianificati.

I progetti di trasformazione digitale delle imprese si stanno inoltre concentrando sui servizi It-enabled, pensati cioè per accelerare la distribuzione delle applicazioni sull'infrastruttura informatica esistente. L'8% delle aziende intervistate ha affermato, infatti, di avere già pianificato investimenti in questa direzione, concentrando i progetti sulla modernizzazione dei sistemi legacy nel 52% dei casi e sulla system availability nel restante 48%.

Interessante notare, osservano da NextValue, come le organizzazioni che hanno attivato un progetto relativo ai digital enablers dalla massima priorità abbiano in portfolio anche altri progetti di digital transformation.

In sostanza, questo significa che per sostenere l'evoluzione del business, il reparto informatico (Ceo e responsabili It) è chiamato sempre più spesso a lavorare su più fronti contemporaneamente, attivando un portfolio di progetti da supportare attraverso un esteso ecosistema di risorse. Non esiste più, quindi, un solo decisore tecnologico, ma ragionevolmente più figure con potere decisionale sullo stesso progetto, tutte chiamate ad essere a conoscenza della situazione complessiva.

 

Le grandi aziende trainano la crescita

Entro fine anno quasi tutti i settori dell'Information technology italiano confermeranno il trend positivo avviato nel 2015, ad eccezione dell'hardware e dell'assistenza tecnica, che conterranno la flessione a un modesto -0,5%. Software, servizi It e Cloud computing cresceranno, invecei, del 3,9%, 1,2% e 19,5% rispettivamente imprimendo al mercato un balzo in avanti del 3,1%.

A sostenere questo incremento saranno soprattutto le imprese grandi e medio-grandi che da sole si stima assorbiranno il 64,1% degli investimenti di quest'anno, che cresceranno del 4,1% tra le imprese top e del 4,8% tra le medio-grandi.

Analizzata per industry, infine, la spesa It si concentrerà ancora una volta soprattutto nelle mani di banche e industria, due settori che nel 2016 hanno fatto ulteriormente lievitare i propri budget, superati in termini di incremento percentuale solo da assicurazioni (+4,9%), utility (+4,9%) e trasporti e logistica (4,8%).