La trasformazione digitale declinata sui prodotti, ma anche sui modelli organizzativi interni, ha trovato terreno fertile di coltura in iGuzzini anche grazie all'impegno dell'amministratore delegato, Andrea Sasso.

È uno dei simboli del made in Italy più riconosciuti all'estero, benché stia per passare sotto il controllo della svedese Fagerhult. Per chi, come iGuzzini, opera nel campo dell’illuminazione architetturale, il concetto di innovazione è strettamente correlato alla tipologia di prodotti installati in ambienti spesso fortemente orientati al design. Ma non solo.

L’azienda di origine marchigiana ha scelto, soprattutto negli ultimi anni, di sfruttare le evoluzioni tecnologiche specifiche del proprio settore insieme a quelle provenienti dal mondo dell’informatica per costruirsi un’immagine all’avanguardia tanto nella progettazione quanto nelle relazioni con la propria clientela.

Un percorso evolutivo centrato sul mantra dell’innovazione non può che partire dall'impegno e dalla mentalità aperta al cambiamento dei vertici dirigenziali.

In questo senso  Andrea Sasso, amministratore delegato di iGuzzini dal 2015, rappresenta un tipo di figura ancora poco radicata nel mondo industriale italiano: “Mi porto dietro una cultura del cambiamento già maturata in precedenti esperienze professionali, ma questa è un’azienda in cui la sperimentazione e l’innesto di tecnologie anche molto recenti fanno ormai parte del nostro quotidiano modo di operare”.

La rivoluzione più recente per il settore dell’illuminazione è rappresentato dalla tecnologia Led, che di fatto ha portato l’elettronica all’interno dell’infrastruttura della luce, consentendo di poter adattare le installazioni a ogni contesto e generando risparmi sui consumi. Allo stesso tempo, però, l’integrazione di sensori intelligenti all’interno dei punti luce o dei sistemi di controllo ha consentito di generare dati utili per attività di monitoraggio o di miglioramento della customer experience.

Dunque iGuzzini ha già iniziato a sfruttare queste nuove opportunità e se ne trova traccia non solo nella gamma di prodotti, ma anche in alcune installazioni di prestigio, come quella che illumina la Pietà di Michelangelo nella Basilica di S, Pietro a Roma o il progetto che ha accompagnato l’ultima edizione di Homo Faber, evento europeo dedicato all’artigianato e al design, tenutosi alla Fondazione Cini di Venezia.

A questo va aggiunta l’iniziativa di realtà virtuale Light Experience, prima sperimentata dal vivo e poi riprodotta anche sul sito Web aziendale per permettere di configurare vere e proprie “esperienze di luce” sulla base di effetti predefiniti.

Ma l’innovazione parte dalla mentalità delle persone e da un lavoro che la tecnologia aiuta a rendere più fluido: “Investiamo molto nella formazione per far sì che tutti in azienda siano più partecipi e consapevoli”, riprende Sasso.

“Potrà sembrare banale, ma l’impiego di tecnologie come Sap4Hana ci ha portato a far sì che tutti utilizzino esattamente gli stessi dati e questo ha ridotto notevolmente i conflitti e le logiche di potere. Cerchiamo di esportare questa impostazione anche sui nostri clienti, per convincerli a integrare i dati che i nostri dispositivi producono con quelli già presenti, in modo da aumentare il livello di conoscenza sull’utilizzo degli impianti di illuminazione”.

In una realtà in cui il top management conosce e influenza l’adozione delle tecnologie più innovative, l’It svolge un ruolo comunque centrale, soprattutto da quando è stato creato un team “digitale”, dove si integrano diverse professionalità al servizio del demand management per i progetti a maggior contenuto innovativo, in collaborazione con le aree della produzione e delle vendite.

“Le fondamenta del nostro sviluppo”, conclude Sasso, “risiedono in scelte come quella fatta con Sap o verso il cloud di Google e spetta all’It distribuire il potenziale delle analisi in tempo reale o del lavoro collaborativo”.