L’iPhone riprende la corsa in Europa ma negli Usa cala vistosamente. La casa coreana vede diminuire di un punto percentuale la propria fetta di mercato globale ma rimane saldamente sul trono. I Windows Phone crescono ma il bilancio della divisione appena acquisita da Microsoft è in perdita. E i marchi cinesi avanzano.

Apple torna a ruggire in Europa, mercato che negli ultimi mesi aveva regalato qualche boccone amaro ai vertici di Cupertino. Le vendite di iPhone nel Vecchio Continente, in Giappone e in Australia nel corso del primo trimestre 2014, lo dice la società di ricerca Kantar Worldpanel ComTech, hanno evidenziato incrementi consistenti e consentito alla casa della Mela di riguadagnare una parte del terreno perduto in termini di market share globale in campo smartphone. A dominare la scena, come noto, c'è sempre Android, la piattaforma operativa mobile di Google.

In diversi Paesi chiave del bacino europeo, vale a dire Regno Unito, Francia e Spagna, il melafonino ha registrato buonissime prestazioni, ma le vere punte di eccellenza sono state toccate in mercati altrettanto strategici come il Giappone, dove la quota di venduto degli iPhone è arrivata a fine marzo al 57,6% (Android si è fermato al 41,5%) rispetto al 49% dello stesso trimestre dello scorso anno. Apple ha fatto il pieno con i tre principali operatori di telefonia del Paese del Sol Levante, vale a dire Ntt DoCoMo, Kddi e Softbank (ben l'81% degli utenti di quest'ultimo ha scelto lo smartphone di Apple), e sfruttato al massimo il volano dell'iPad (un quarto dei proprietari di iPhone nipponici ha in tasca anche la tavoletta di Apple).

Se il Giappone è, e rimarrà, un mercato chiave per la crescita di Apple, il resto del mondo è, come detto, saldamente nella mani di Google. La quota di venduto del software del robottino verde in Europa, alla fine del primo trimestre, è per esempio del 70,7%, con iOS che insegue staccatissima con il 19,2% e Microsoft con il suo Windows Phone a veleggiare sopra l'8% grazie alle buone performance esibite in diversi Paesi, Italia compresa. Negli Stati Uniti, infine, l'iPhone ha invece perso terreno nei primi tre mesi dell'anno, scendendo in un anno dal 43,7 al 35,9% del mercato e visto la piattaforma operativa di Google schizzare dal 49,3 al 57,6%. A Cupertino, sembra di capire, serve calare in fretta l’asso della manica dell’iPhone 6 con la ghiotta novità dello schermo più grande rispetto all'attuale 5S.

Un passo indietro per certi versi annunciato, il primo da quattro anni a questa parte, e più precisamente dall’ultimo quarter del 2009: Samsung ha venduto nel primo trimestre dell’anno 89 milioni di smartphone, assicurandosi una fetta di mercato pari al 31,2% dei 285 milioni di telefonini spediti nel periodo. Rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, chiuso con una market share del 32,4%, la flessione è lieve ma pur sempre di flessione si tratta. In termini di spedito, per contro, il colosso coreano ha venduto 20 milioni di pezzi in più (69,4 milioni il consuntivo di fine marzo 2013).

I numeri diffusi da Strategy Analytics ci dicono che quello degli smartphone è un segmento che scoppia di salute (cresce del 33% anno su anno a volumi) e in cui le aziende cinesi, leggi Huawei e soprattutto Lenovo, stanno facendo sempre di più sul serio, in particolare nella fascia media e bassa del mercato, confermandosi al terzo posto ex equo (con il 4,7% di share) del ranking mondiale grazie ai complessivi 26,7 milioni di terminali distribuiti.

Ed Apple? La casa della Mela ha venduto nel periodo 43,7 milioni di iPhone, il 17% in più rispetto a quanti ne spedì nei primi tre mesi di un anno fa. Fila tutto a gonfie vele per Apple? Ni, nel senso che la quota di mercato è scesa dal 17,5% al 15,3% e che, al cospetto della grande popolarità del marchio nella fascia premium, è evidente secondo gli analisti l’assenza di un prodotto made in Cupertino nella fascia entry level, che si traduce in mancate vendite nei Paesi emergenti, a cominciare per esempio dall’America Latina.

Apple e Samsung, ed è questo forse il dato che maggiormente balza all’occhio, sono scese al 46,5% di fetta congiunta di mercato, rispetto al 50% circa che detenevano un anno fa. Sapranno recuperare il terreno perduto? Sulla carta sembra un’ipotesi più che plausibile. La casa californiana ha come già detto in pancia il nuovo iPhone, quella coreana è pronta, stando alle ultime indiscrezioni, a lanciare entro giugno il Galaxy S5 Prime, la versione "premium" del suo telefonino top di gamma con schermo da 2.560 x1.440 pixel di risoluzione, processore octa core proprietario (serie Exynos 5430) e, soprattutto, il tanto atteso chassis in metallo.

iPhone-5S

Samsung_Galaxy_S5

Vendite in calo e bilancio in rosso. I nuovi Windows Phone non bastano
Gli smartphone a basso prezzo e la sempre più agguerrita concorrenza nei cellulari di fascia bassa hanno costretto suo malgrado la divisione mobile di Nokia (passata ufficialmente a Microsoft il 25 aprile) a registrare un calo del 30% nelle vendite di telefonini nel primo periodo dell’anno.

Un passo indietro significativo per il marchio finlandese, reso ancora più evidente dalla perdita di 326 milioni di euro iscritti a bilancio dalla divisione Devices and Services, quella acquisita dal gigante di Redmond e ora sotto la totale responsabilità della compagnia americana.

Nell’ultimo rapporto relativo al proprio rendiconto finanziario, Nokia mette in risalto come, anno su anno e su base sequenziale, le vendite dei suoi cellulari siano state negativamente influenzate da dinamiche competitive dell’industria mobile e dalla forte concorrenza esercitata dalle piattaforme concorrenti (iOs e Android). Nella sostanza una sorta di ammissione di impotenza rispetto ad Apple e Samsung (Google), che difficilmente verrà cancellata nell’immediato futuro, quando Microsoft potrà contare solo sui marchi Lumia e Asha e non più (per i nuovi prodotti) su quello Nokia.