I dati di Strategy Analytics evidenziano per il 2018 il primo vero e proprio declino dei volumi di vendita dell’intero anno, il 5% in meno rispetto al 2017. Il mercato cinese dei telefonini è crollato nel quarto trimestre del 9,7%, mentre le consegne di iPhone sono scese del 20%. Male anche Xiaomi. Huawei consolida la prima posizione con il 29% di market share, mentre Samsung scompare dalla top five.

Dopo dieci anni di crescita, gli smartphone sono ufficialmente in declino. Nuovi dati di Strategy Analytics fotografano la difficoltà del mercato dei telefoni smart, giungendo non del tutto a sorpresa dopo i preoccupanti numeri relativi alla Cina. E sebbene già mesi fa Idc indicasse cali trimestrali (rispetto agli analoghi periodi del 2017) per la prima volta un intero anno, il 2018, è stato marchiato dal segno meno: con 1,429 miliardi di unità vendute, i volumi sono calati del 5% rispetto agli 1,5 miliardi del 2017. E la flessione è stata ancor più marcata nel quarto trimestre, con un -6% anno su anno, a dispetto della tradizionale concentrazione degli acquisti tecnologici nel periodo prenatalizio.

Samsung è ancora in testa alla classifica a volume, pur avendo ridotto il proprio market share, dal 21,1% al 20,4%. Seguono Apple (in calo dal 19,3% a 17,5% di quota mercato), Huawei (protagonista di un’ottima crescita, dal 10,2% al 16,1%), Xiaomi (stabile, al 6,9% di quota mercato) e Oppo (passata dal 7,4% all’8,3%).

Come sottolineato da Strategy Anaylitics, sulle performance complessive degli iPhone (-15% di consegne) ha pesato soprattutto il deciso calo degli acquisti in Cina e in generale la domanda dei modelli Xr, Xs e Xs Mas non ha soddisfatto le attese.

Per un mercato degli smartphone ormai saturo, nuova linfa potrebbe giungere quest’anno dai prossimi modelli, alcuni dei quali in dirittura di lancio al Mobile World Congress di Barcellona. Il supporto alle reti 5G nei Galaxy S10, il chiacchierato Galaxy Fold pieghevole e comparti fotografici sempre più evoluti potranno stuzzicare i desideri degli utenti disposti a spendere per dispositivi di fascia altissima, ma al di fuori delle nicchie la massa dei consumatori potrebbe non avvertire l’esigenza di un nuovo acquisto.

Altrettanto poco dinamico è lo scenario dei tablet, categoria di prodotto che ha esaurito il proprio slancio ben prima degli smartphone, ma che in compenso ha saputo ibridarsi con il mondo dei Pc. Secondo Strategy Analytics, nel 2018 le unità commercializzate sono calate da 185,2 a 173,8 milioni, confermando gli iPad al primo posto nella classifica a volume.

Ma è Apple nel 2018 non solo è stata il marchio di tavoletta più venduto: ha anche saputo crescere, in controtendenza sul mercato. Samsung, al secondo posto, nel quarto trimestre ha per la prima volta dal 2014 osservato un incremento dei volumi anno su anno, pur calando nei volumi complessivi del 2018. Seguono Amazon, Huawei e Lenovo.

 

La crisi cinese di Apple è più seria del previsto

Apple in Cina ha un serio problema. Nel Paese del Dragone gli smartphone non tirano più come un tempo, ma le prestazioni degli iPhone sono decisamente al di sotto degli standard. Secondo gli ultimi dati di Idc, nell’ultimo trimestre del 2018 le consegne di cellulari sono calate del 9,7 per cento in Cina, a 103 milioni di unità, mentre Cupertino ha venduto addirittura il 20 per cento in meno di dispositivi rispetto allo stesso periodo del 2017.

Una flessione già ampiamente annunciata anche dalla stessa azienda ma che, forse, nessuno si aspettava così profonda. A erodere le quota di mercato della Mela è soprattutto Huawei, che in casa propria al momento non teme rivali. La casa di Shenzhen è cresciuta anno su anno del 23,3 per cento, surclassando tutti i rivali e conquistando il 29 per cento della “torta”. In seconda e terza piazza si trovano invece Oppo e Vivo.

Ma, se Apple piange, anche altri marchi faticano a ridere. Xiaomi, per esempio, che sui mercati occidentali sta registrando performance importanti, in madrepatria è crollata del 34,9 per cento, aggiudicandosi un market share del 10 per cento. Il calderone “altri”, colato a picco del 44,4 per cento, è finita anche Samsung, ormai sparita dalla top five.

Gli analisti si stanno però concentrando su Apple, in quanto la Cina per la società di Cupertino è stata per anni una vera miniera d’oro. Ma l’azienda, al momento “non ha una buona strategia di go-to market che sappia rispondere alla rapidità con cui cambia lo scenario” del Paese del Dragone, ha spiegato a Bloomberg Nicole Peng, senior director di Canalys. “Inoltre, sta reagendo pigramente al rallentamento economico cinese e ai cambiamenti in corso dal punto di vista dei consumi”.