La possibilità di tenere sotto controllo i costi sta spingendo sempre più aziende ad abbracciare i "managed print services", anche in abbinamento al cloud e al supporto mobile. Ce ne parla Sergio Patano, senior research and consulting manager di Idc Italia. 

Sotto pressione da tempo, il mercato del printing è destinato a chiudere in frenata anche quest’anno. Un calo che, secondo Idc, in Italia sarà del 6,2% in unità consegnate e del 4,8% in valore generato, assestando i volumi a 2,2 milioni di pezzi e il giro d’affari a circa 1,1 miliardi di euro. Principale imputata dell’andamento è la contrazione della domanda nel segmento business, ancora soffocato da politiche di contenimento dei costi.

Più effervescente il segmento consumer, che grazie alla sostituzione delle classiche stampanti con i sistemi multifunzione (dotati di scanner, fotocopiatrice e/o fax) è destinato a crescere quest’anno almeno del 4% sul 2016. Ma che cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni? Ce ne parla Sergio Patano, senior research and consulting manager di Idc Italia, che per il periodo 2015-2020 preconizza una decrescita media annua del 3,3% per il segmento consumer e addirittura del 4,5% per quello business. Lasciando però intravedere accelerazioni per quanto riguarda i servizi di stampa gestiti.

In uno scenario complessivamente sottotono, esistono dei segmenti d’offerta ancora dinamici in ambito business?

Sulle scelte di questa fascia d’utenza stanno pesando molto la necessità di ridurre i costi e la crescente diffusione di soluzioni legate al cloud, al social, ai Big Data & analytics e alla mobility. Una situazione di mercato che spinge sempre più  aziende a passare da soluzioni paper-based a soluzioni digital-based, portando l’offerta printing a una generale contrazione tanto in termini di unità quanto di fatturato. Tranne che per la componente multifunzione, che continua a erodere quote alle monofunzione.

Quale andamento registra in Italia l’offerta dei servizi di stampa gestiti? Quali driver spingono in questa direzione?

Il mercato dei servizi di stampa si compone di due proposizioni: i Basic Print Services, inclusivi di hardware, manutenzione, fornitura di consumabili, fatturazione combinata e monitoring da remoto; e Managed Print and Document Services, che ai citati servizi di base aggiungono l’assessment dell’ambiente di stampa e ottimizzazioni continue, come i servizi di gestione documentale, attività di mailroom, print room e altro. Complessivamente, in Italia questo mercato valeva circa 1,3 miliardi di euro nel 2016, mentre da qui al 2020 è destinato a crescere a un tasso annuale medio del 5%. A spingere le aziende verso questi servizi è soprattutto la possibilità di ridurre il Total Cost of Ownership legato agli ambienti di stampa, esternalizzando alcune mansioni di supporto di base con la conseguente riallocazione di risorse interne su obiettivi strettamente legati al business. Una pressione in questo senso è esercitata anche dalla diffusione di soluzioni per la mobilità e in cloud, sviluppate per garantire alla forza lavoro l’accesso alle informazioni ovunque e in qualsiasi momento. Ma non solo. Spingono in questa direzione anche la necessità di migliorare la sicurezza dell’infrastruttura di stampa e l’esigenza di far aderire la gestione dei dati alle policy aziendali e alla normativa vigente.

Quali sono le caratteristiche da valutare nella scelta di un fornitore di servizi di stampa gestiti?

Nel processo di selezione sono molti gli aspetti che un’azienda deve valutare. Innanzitutto, il service provider deve non solo essere in grado di gestire solo il parco hardware, ma anche saper fornire un contributo essenziale per l’implementazione, gestione ed evoluzione di tutto ciò che riguarda il flusso documentale. Inoltre, il fornitore di servizi di stampa gestiti deve saper effettuare un assessment dettagliato dello status quo, eliminando colli di bottiglia e inefficienze del parco installato in termini di dimensionamento, distribuzione e tipologia. Occorre, poi, che sappia prevedere un supporto che vada dal progetto all’implementazione, fino alla manutenzione. In aggiunta a questo, non possono mancare attività di monitoraggio e assistenza da remoto di dispositivi e consumabili, la definizione di livelli di servizio chiari e facilmente misurabili e attività di assessment continue, per garantire un miglioramento costante dell’infrastruttura di stampa e dei flussi documentali. Nell’era del multidevice e dei contenuti multiformato è scontato, poi, che il service provider debba essere in grado di implementare e mantenere soluzioni di Enterprise Content Management, di archiviazione sostitutiva e di sicurezza dell’endpoint attraverso strumenti di autenticazione forte. In sostanza, occorre appoggiarsi a realtà capaci di proporre soluzioni e soddisfare esigenze di controllo costi e di business. Con una precisazione dovuta: è importante ricordare che la perfetta riuscita di un progetto può avvenire solo in presenza di una forte sponsorizzazione da parte dei manager di alto livello e in abbinamento a un attento processo di change management.

 

Altri articoli del focus:

Fra cloud e mobility, ecco la nuova via della gestione documentale
La trasformazione digitale guida le dinamiche evolutive della stampa, chiamata a diventare un servizio sempre più intelligente e sicuro. Da cui transitano molti processi di produzione e governance.
 
I pro e contro dello stampare on the road
La ricerca di efficienza e produttività spinge sempre più aziende verso il mobile printing. Aprendo, però, la porta a preoccupazioni sul piano della sicurezza. E in questo scenario assume valore la capacità di personalizzare e verticalizzare l’offerta attraverso soluzioni opportunamente calate negli specifici contesti lavorativi.