La tecnologia dei blocchi può avere applicazioni infinite. BitCorp è una startup milanese che ha sviluppato un framework proprietario per utilizzarla come piattaforma per l'invio di cartelle cliniche e per proteggere le comunicazioni satellitari. 

L’hanno fondata, pochi mesi fa a Milano, due esperti in fatto di human intelligence e terrorismo, Christian Persurich e Gianluca Tirozzi, entrambi con un passato professionale nelle forze dell’ordine (con operazioni condotte anche all’estero) e oggi attivi, rispettivamente, presso il centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e il Dipartimento di Sociologia ed Economia dell’Università Sapienza di Roma.

A loro si è unito da subito Gabriele Edmondo Pegoraro, ingegnere (con una laurea anche in filosofia), esperto in cybersecurity e telecomunicazioni e profondo conoscitore della rete e dell’intelligenza artificiale, con all’attivo esperienze nell’industria aereospaziale.

Ma la storia di BitCorp è particolare non solo per il curriculum professionale dei suoi fondatori. Suo, infatti, è il primo framework di blockchain proprietario sviluppato totalmente “in casa” in Italia e quindi non basato su alcuna piattaforma preesistente. Un progetto, come spiegano i fondatori della startup a Technopolis, “che nasce per sfruttare a 360 gradi il paradigma del registro distribuito anche al di là del tradizionale contesto delle critpovalute, assicurando la sicurezza e la non decifrabilità delle comunicazioni e di qualunque forma di transazione in ogni settore industriale e produttivo”.

Dai pagamenti digitali alla medicina e telemedicina, dall'aerospaziale alle telecomunicazioni, il raggio d’azione di BitCorp è infatti quantomai ampio. L'offerta si concretizza nella fornitura di servizi e soluzioni su misura per aziende e realtà istituzionali, e si ispira a un approccio ben definito. Quale? Una fusione perfetta fra intelligenza umana e artificiale (fra “humint” e “techint”, come piace dire ai fondatori), basata su una tecnologia hardware e software modulabile ad hoc e il cui uso si integra con le capacità di un’analista.

Il campo di azione della startup, che ha all’attivo due richieste di brevetto per altrettante tecnologie esclusive, supera dunque la semplice raccolta e analisi dei dati e non si limita, per quanto riguarda la blockchain, alla classica attività di estrazione delle criptovalute.

Il trasferimento protetto di dati sensibili in ambito sanitario, per esempio, è uno dei progetti a cui Persurich e soci stanno lavorando al fianco di un’azienda ospedaliera italiana con un preciso traguardo da raggiungere: dar vita a una soluzione in grado di gestire l’invio delle cartelle cliniche dei pazienti a medici e sale operatorie remote, consentendone l’accesso da qualsiasi dispositivo (smartphone compreso) grazie a un sistema peer-to-peer distribuito in cloud e a un algoritmo di consenso a numero chiuso che gestisce in tempi rapidissimi il trasferimento di documentazione altamente sensibile.

Il tutto, confermano da BitCorp, rendendo univoci i file con marca temporale e firma digitale e sfruttando l'affidabilità degli “smart contract”, che in questo caso diventano il protocollo di comunicazione protetto fra i vari soggetti interessati.

La collaborazione con D-Orbit, giovane azienda italiana del settore aerospaziale, verte invece su una soluzione che combina algoritmi, intelligenza artificiale e tecnologia blockchain per proteggere sia lo scambio dei dati fra un satellite e la stazione terrestre sia le informazioni che transitano in orbita direttamente sui satelliti.

L’obiettivo? Evitare che hacker e cybercriminali possano attaccare e compromettere i sistemi basati su segnali Gps che controllano il traffico aereo e governano le flotte aziendali o batterie di droni.