Il mercato dei personal computer continua a perdere terreno, con una flessione meno pesante del previsto, in tutto il mondo. Tranne negli Stati Uniti, dove cresce tra gli 1,4 e i 4,9 punti percentuali. Lenovo si conferma primo vendor al mondo ma ora Hp è più vicina. Negativi i risultati della Mela, con vendite in calo dell’8% rispetto al 2015. Lo dicono i dati di Gartner e Idc.

Ancora un segno meno, l’ennesimo, anche se non è così marcato come ci si aspettava. La mezza buona notizia per i vendor di personal computer è stata riportata sia da Idc sia da Gartner: entrambe le società di ricerca hanno infatti pubblicato i numeri del secondo trimestre dell’anno, sottolineando alcuni aspetti non di secondo piano. Per esempio, il ruolo degli Stati Uniti.

La forza del dollaro e una “relativa stabilità del mercato” hanno permesso agli Usa di tornare a crescere in modo significativo e di posizionarsi come migliore piazza di distribuzione al mondo. Secondo Idc, su vendite globali in calo del 4,5% (per 62,4 milioni di Pc consegnati), quello statunitense segnato un balzo in avanti di 4,9 punti, con poco più di 17 milioni di unità spedite.

Per Gartner, invece, il segmento si è contratto a livello mondiale del 5,2% (64,3 milioni di pezzi consegnati) e il mercato americano cresciuto di 1,4 punti (15,2 milioni di unità). La differenza con i numeri di Idc è data dal fatto che Gartner nel conteggio non ha considerato i tablet Windows.

La nota positiva è che c’è ancora spazio di crescita, seppur accompagnato, come sottolineano gli analisti, da alcune sfide che i vendor dovranno essere in grado di affrontare.

A livello globale, il principale produttore di Pc si conferma ancora Lenovo, con circa 13,2 milioni di dispositivi spediti per entrambe le società di ricerca; il colosso cinese ha registrato una forte crescita negli Stati Uniti accompagnata però da segnali di flessione non indifferenti in altre aree, che hanno permesso ad Hp di avvicinarla al top del ranking. L’azienda di Palo Alto ha venduto nel periodo 12,3 milioni (Gartner) e 13 milioni (Idc) di computer.

Novità, a sorpresa, per quanto riguarda Apple. Per Idc il gigante di Cupertino “continua ad affrontare un mercato sempre più competitivo ed è in attesa di aggiornare la propria gamma” di soluzioni. Il risultato di questa posizione di attesa è stato netto: le vendite hanno subìto uno stop, passando dai 4,8 milioni del secondo trimestre del 2015 ai 4,4 milioni (Idc) e 4,5 milioni (Gartner) del periodo aprile-giugno 2016.

 

Il balletto per il primato negli Usa e il “non effetto” Brexit

In terra statunitense, Idc e Gartner presentano una top five leggermente diversa. La prima posiziona al primo posto Hp, con una market share del 27,9% e 4,7 milioni di Pc consegnati. Seguono poi Dell (25,8%, 4,4 milioni), Lenovo (14%, 2,4 milioni), Apple (11,2%, 1,9 milioni, comprendendo anche gli iPad) e Acer (5,2%, 889mila unità).

Gartner, invece, assegna il primato a Dell, con una quota del 27% e 4,1 milioni di Pc consegnati. Al secondo posto si trova Hp (26,3%, 4 milioni), seguita da Lenovo (14,5%, 2,2 milioni), Apple (12,3%, 1,9 milioni) e al posto di Acer subentra Asus (4,9%, 751mila dispositivi).

Su un dato le due società di ricerca sono concordi: la casa della Mela ha perso notevolmente terreno rispetto al secondo trimestre del 2015, lasciando ai competitor un punto e mezzo di quote. Tra i migliori performer spiccano Lenovo e Acer.

Lo scenario europeo si è invece dipinto di altri colori. L’impatto della Brexit sul mercato del Vecchio Continente non è stato ovviamente ancora registrato, ma Gartner crede che la fuoriuscita della Gran Bretagna dalla Ue “potrebbe creare un regime di incertezza potenziale, non solo a livello valutario, ma in tutta l’economia che sostiene l’Europa”.

Nell’area Emea sono stati consegnati 17,8 milioni di Pc, con una flessione del 4,3 per cento anno su anno. Queste le cifre di Gartner, mentre Idc non fornisce numeri specifici e parla di “risultati in linea con le previsioni”, con i “bisogni di mobilità che alimentano l’interesse verso i notebook”, gli unici in grado di sostenere i volumi.

Un’ultima considerazione da registrare a livello di prodotto. I tanto vituperati Chromebook, grazie soprattutto all’avvicinarsi del picco di consegne negli Usa per il back to school, hanno registrato volumi di vendita interessanti.

Per contro va considerato il fatto che, come ha spiegato Mikako Kitagawa, principal analyst di Gartner, “il secondo e il terzo trimestre rappresentano la tipica stagione degli acquisti per il settore pubblico statunitense. I risultati positivi del secondo trimestre potrebbero quindi indicare una fase di vendita solida proprio in questo comparto e c’è inoltre l’opportunità di aggiornare a Windows 10 il parco installato nelle aziende, opportunità che si concretizzerà in un vero e proprio trend verso la fine del 2016 o all’inizio del 2017”.