Poligrafico Roggero & Tortia, storica azienda poligrafica torinese, ha acquistato, prima in Italia, una macchina Ricoh a getto di inchiostro capace di circa 120mila immagini A4 all’ora. Il plus? Maggiore produttività e costi ridotti.

La sua storia affonda nella Torino degli anni Venti, operosa città della Fiat, di cui infatti è una costola. Nata nel 1921 come azienda di arti grafiche e di stampa al servizio del costruttore automobilistico, Poligrafico Roggero & Tortia ha attraversato un secolo di innovazioni, riuscendo a conservare l'identità originaria ma anche abbracciando il digitale.

Oggi è domiciliata a Beinasco, alle porte del capoluogo, ed è parte di Prt Group, realtà multinazionale da 23,2 milioni di fatturato (nel 2016). Risale agli anni Sessanta il primo “salto” tecnologico, con l'adozione della stampa a modulo continuo, mentre progressivamente all'attività di produzione si è affiancata anche quella di gestione documentale per i propri clienti e, dal 2005, la proposta di software e servizi (sviluppati da una delle società interne al gruppo, Intellidoc).

Nel 2012 l'allargamento ai servizi di “hybrid mail” con l'acquisizione della software house creatrice di PostaPronta. Il servizio viene inizialmente venduto solo in Italia, poi anche in Giappone e dallo scorso anno (attraverso Prt America) anche negli Stati Uniti. E oggi, dopo un decennio di vita e aggiornamenti, è diventato un vero e proprio strumento di comunicazione omnicanale e multipiattaforma, per cui si prospettano a breve ulteriori espansioni (come l'attivazione di un chatbot su Facebook Messenger e l'aggiunta del riconoscimento Ocr, la funzione che trasforma l'immagine delle parole in testo).

Nello stabilimento di Beinasco, grazie all'opera di 51 addetti organizzati su tre turni di lavoro, ogni giorno possono essere stampanti più di 8,4 milioni di fogli A4 e imbustati più di un milione di documenti.

Già dotata di due linee di stampa tradizionale offset e di macchine per la stampa digitale, l'anno scorso Prt ha allargato la “famiglia” decidendo di acquistare, prima in Italia, una Pro VC60000 di Ricoh: un sistema a getto d'inchiostro a modulo continuo, che promette (e garantisce, a detta del poligrafico) una qualità dell'output paragonabile a quella della tecnologia offset, a fronte però di costi minori e di una maggiore gamma di supporti utilizzabili.

La scelta non è casuale, perché il cliente già impiegava altri due sistemi Ricoh per la stampa digitale (IP5000). Caratterizzata da un design modulare, la  Pro VC60000 può adattarsi a diverse esigenze d'uso per produrre libri, manuali, brochure, collateral e altri materiali cartacei utili per il marketing e le vendite. E può farlo anche su carta patinata, grazie al modulo opzionale dell'asciugatore.

“La stampa offset è ancora importante per noi, ma l'abbiamo affiancata a quella digitale”, sottolinea Riccardo Pesce, amminstratore delegato di Prt Group. “Un punto a favore della macchia di Ricoh è la capacità di usare supporti di grammature diverse. Stiamo spostando alcuni lavori sulla Pro VC60000 anche perché garantisce qualità costante fin dalla prima stampa e contiamo, nel breve periodo, di poterla usare sempre di più”.