Considerate come l'innovazione più importante dall'avvento dell'elettricità, le reti di quinta generazione garantiranno velocità e scalabilità senza precedenti. Ecco come Qualcomm, con i suoi chip, è pronta per affrontare la rivoluzione.

L‘hanno definito l’avanzamento tecnologico “più importante dalla scoperta dell’energia elettrica”, caricandogli sulle spalle aspettative talmente alte che un eventuale fallimento non è neanche mai stato preso in considerazione.

Il 5G, termine che indica le reti mobili di quinta generazione, viene definito dagli analisti come una rivoluzione in grado di dare la spinta definitiva alla trasformazione digitale di tutta l’industria.

Non solo delle telecomunicazioni, ma anche di quella automobilistica, del personal computing (con la realtà virtuale in prima linea), della produzione manifatturiera e di molto altro. Sarebbe però sbagliato considerare il 5G come una semplice e naturale evoluzione delle reti mobili di quarta generazione, perché effettivamente questo nuovo paradigma, per come è stato concepito, va oltre.

È uno dei messaggi che da almeno due anni Qualcomm, produttore di microchip con sede a San Diego (California), sta provando a far passare. “Il 5G sarà un genere di rete completamente nuovo, caratterizzato da una complessità e scalabilità senza precedenti”, ha spiegato già tempo addietro Stephen Mollenkopf, Ceo dell’azienda statunitense, fra i primi a tracciare il parallelo tra 5G ed energia elettrica.

 Un confronto ardito, ma che illustra bene quali siano le aspettative dei numerosi player attivi in questo settore. Qualcomm, ovviamente, è uno di questi. Nonché uno dei più importanti: è infatti il leader incontrastato del mercato dei processori per dispositivi mobili, con una quota superiore al 40%. Teoricamente, la società californiana è già pronta per l’avvento del 5G. A livello di prodotto ha messo a punto il modem X50 (una soluzione integrata nei propri microchip), che nei prossimi mesi verrà testato sul campo da 18 operatori, tra cui Tim, Wind 3 e Vodafone. L’obiettivo è lanciarlo con gli smartphone in arrivo nel 2019, per garantire velocità di trasmissione dati fino a 4,51 Gbps (oltre il doppio rispetto a oggi), latenze ridotte e consumi energetici sensibilmente contenuti.

Ma è chiaro come le opportunità future non si limitino soltanto ai cellulari e Qualcomm sta lavorando per essere in prima linea. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma di connettività globale, che garantisca l’innovazione e rappresenti il punto di contatto fra servizi, bande di frequenza e modalità di implementazione eterogenee, garantendo però la piena compatibilità con le tecnologie esistenti. L’azienda statunitense, così come gli altri attori di questo mercato, è ben consapevole di trovarsi ancora in una prima fase di sperimentazione, in particolare per quanto riguarda i possibili casi d’uso del 5G.

Casi d’uso (e modelli di business) mai così poco definiti, che emergeranno, prospereranno o falliranno in modi tuttora imprevedibili. È lecito comunque ipotizzare quali saranno i probabili ambiti applicativi delle reti di quinta generazione. Fra gli argomenti più interessanti spiccano certamente le smart city e i veicoli a guida autonoma, due concetti fortemente intrecciati tra loro. Per non parlare dell’Industria 4.0 e dei sistemi di comunicazione degli impianti produttivi, che grazie al 5G potranno presumibilmente affidarsi alla trasmissione dati senza fili anche nelle loro componenti più critiche.

“Nuove funzionalità creeranno opportunità dirompenti”, ha spiegato Cristiano Amon, presidente di Qualcomm. “Velocità multi-gigabit, maggiore capacità per un consumo illimitato di dati e bassa latenza per accedere al cloud in tempo reale abiliteranno servizi ed esperienze oggi difficilmente immaginabili, in tutti i settori”.