Internet delle cose, Big Data, mobile e cloud: le tecnologie hanno cambiato faccia anche ai vendor di informatica. Perché è vitale innovare pensando al consumatore finale. Ecco come lo ha fatto Sap e lo stanno facendo alcune aziende italiane che hanno adottato la piattaforma di in-memory computing Hana.

L’amministratore delegato di Sap Italia, Luisa Arienti, ne è convinta: “le sfide dei Cio? Avere un contatto diretto con i Ceo e trasformare il loro ruolo per aumentare le opportunità di fare business, un business che è sempre più interconnesso con il processo di digitalizzazione in corso”.

Input chiaro, quello rivolto a chi detiene il “potere” tecnologico in azienda, come è chiara, per Arienti, la loro priorità: “semplificare i processi e i sistemi, per ritornare al basic del business, ed entrare in contatto sempre più diretto con i consumatori finali, che sono sempre più digitali e social”.

Si cambia, dunque, e naturalmente attraverso le tecnologie, e non c’è più tempo da perdere. “Il B2B – dice ancora la manager di Sap - non esiste più anche nelle aziende vendor che hanno il B2B per missione come la nostra: si opera nel B2B2C, perché è vitale stare accanto a un consumatore sempre più raffinato”.

Sap, che in Italia può vantare nel primo trimestre del 2015 una crescita del fatturato complessivo del 18% e del 56% nel software rispetto al 2014 (le migliori notizie arrivano in particolare dalla piattaforma Hana e dalle soluzioni di mobility, che insieme rappresentano la metà del giro d’affari del software), “ha già completato questa trasformazione e per questo può aiutare le aziende clienti a farlo”.

Il messaggio è forte e chiaro. Chiama naturalmente in causa il mantra dell’innovazione (e per la casa tedesca una delle sue facce è il cloud, inteso come layer che introduce accessibilità e potenza) ed è una sorta di slogan per un paradigma digitale che verte su diversi pilastri, tutti fra loro collegati, dal mobile ai Big Data, dall’Internet of Things al cloud.

Pilastri (tecnologici) che danno l’imprinting a tendenze ormai ineluttabili. Come l’impatto della generazione “millenials” dentro le aziende, l’importanza del fattore user experience e la mobility. Per assicurare la libertà di poter gestire attività critiche e prendere decisioni strategiche in tempo reale, indipendentemente dal luogo dove ci si trova, è essenziale che l’esperienza utente sia semplice e intuitiva e diretta conseguenza della consumerizzazione dell’It.

Cosa significa? Che le applicazioni gestionali di classe enterprise sono stata reingegnerizzate in funzione degli strumenti di lavoro digitali: le soluzioni (contabili e finanziarie, field management e via dicendo) della nuova Business Suite 4 Hana, tanto per restare in casa Sap, girano su iPad e si comandano attraverso un’interfaccia touch.

Altra faccia della digital transformation è l’Internet of things. “L’evoluzione della tecnologia dei sensori – spiega in proposito Arienti - deve accompagnarsi a soluzioni in grado di estrarre intelligenza dall’enorme volume di informazioni che i dispositivi e le macchine andranno a generare (oggi sono connesse solo il 2% delle cose, ndr). L’hardware non era in grado di farlo, doveva e deve farlo il software, perchè i dati, se resi disponibili al momento giusto del processo decisionale, permettono una chiara lettura e comprensione della realtà e l’anticipazione dei trend di mercato”.

 

La “rivoluzione di S/4 Hana e chi lo usa in Italia

Annunciata a livello globale lo scorso 3 febbraio, la nuova Business Suite dedicata alla piattaforma in-memory (già adottata da circa 2mila aziende nel mondo e su cui stanno lavorando altrettante startup, anche italiane) è la punta di diamante che Sap si gioca per accompagnare le aziende (anche medie) nel delicato processo di digitalizzazione e semplificazione.

Cosa la caratterizza in particolare? Il fatto di essere disponibile in versione cloud, on premise e ibrida e di portare in dote agli utenti aziendali un’esperienza d’uso pensata anche in chiave mobile.

Chi l’ha già adottata in Italia? Il testimonial d’eccellenza si chiama Enel, che ha scelto la suite per la gestione del billing nell’ambito di un processo di trasformazione dell’azienda verso un modello hybrid cloud su scala globale.

Altre referenze di rilievo, già attive su Sap Hana, sono realtà come Calzedonia, che ha implementato la soluzione di fashion management solution per velocizzare e rendere flessibile il proprio modello di business retail (3.850 negozi nel mondo), o come Piaggio, che sfrutterà la tecnologia in memory per semplificare i processi decisionali legati ai dati dei clienti raccolti con sistemi IoT.

Non mancano quindi realtà dell’industria manifatturiera come Acciaieria Bertoli Safau, che ha investito sulla suite Hcm SuccessFactors.per la gestione del capitale umano, e nomi forti come Trenitalia. L’azienda, che ogni anno spende 330 milioni di euro (il 60% dei quali per interventi ciclici e solo il 40% per azioni di tipo correttivo) per la manutenzione della sua flotta, ha scelto Hana per un progetto di predictive manteinance.

Nei treni saranno installati sensori per rivelare lo stato di salute dei locomotori, dati che saranno processati attraverso un software di analytics che gira su Sap Hana. L’obiettivo? Sapere in anticipo come e dove intervenire sui treni per prevenirne i malfunzionamenti.