Le notizie di distruzione e morte che arrivano dall'Ucraina stanno allarmando tutti noi, alla luce dell'attacco sferrato dalla Russia. Da diverse settimane, tuttavia, i siti governativi e finanziari di quello che viene chiamato il granaio d’Europa erano oggetto di cyberattacchi. Non più tardi del giorno prima dell'inizio ufficiale del conflitto, i siti dei ministeri della Difesa e degli Affari Esteri, nonché del Consiglio dei ministri e della più grande banca commerciale del paese (PrivatBank) sono stati colpiti da un'offensiva di tipo Ddos, con l'obiettivo di rendere indisponibili i server per un lasso di tempo più o meno lungo.

Mentre le bombe russe iniziavano a cadere sugli obiettivi militari e civili ucraini, i ricercatori di Eset hanno individuato un malware installato su centinaia di computer, che ottiene l'effetto di cancellare tutti i dati presenti sui sistemi colpiti. Al virus è stato dato il nome di HermeticWiper e, secondo gli osservatori, è stato preparato da almeno due mesi.

Oltre al suo apparato statale e alle sue infrastrutture militari, gli attacchi informatici possono colpire le installazioni energetiche (la Russia ha già tagliato l'elettricità due volte a Kiev in pieno inverno), le reti finanziarie e di telecomunicazioni dell'Ucraina, paralizzando così l'intero Paese. Questa possibilità oggi, purtroppo, non può più essere esclusa. Come in ogni guerra, poi, i mezzi di comunicazione vengono presi di mira, allo stesso modo dei porti e degli aeroporti. Di conseguenza, l'accesso a Internet è diventato molto instabile nella parte più colpita dell'Ucraina.

Di fronte alle reazioni dei paesi occidentali, il timore è che l'escalation della cyberguerra possa estendersi al di là della zona oggi oggetto degli attacchi militari. Come ha ricordato Mandiant Intelligence, Negli ultimi tempi sono stati perpetrati attacchi che hanno portato al congelamento di trasporti marittimi e al blocco nella produzione dei vaccini. Gli stessi esperti tecnologici ucraini hanno ammesso di essere in laboratorio per la Russia delle cyber aggressioni. a questo punto, si potrebbe dar credito ai timori espressi dalla Casa Bianca sulle vulnerabilità delle supply chain, dei software o dei processori, che possono essere di origine Ucraina. per fare un esempio, il 90% dei neon prodotti per l'industria statunitense mi semiconduttori provengono da questo paese.

Se la risposta piu probabile del blocco occidentale all'aggressione russa si concretizzerà in sanzioni economiche, potrebbero non tardare le risposte di un paese che ah già dato dimostrazione in passato di avere una potenza cibernetica preoccupante.