Nel corso di F8, la conferenza annuale per gli sviluppatori, il colosso di Menlo Park ha presentato diverse novità che vogliono cambiare il modo di interagire delle aziende con gli utenti e di evolvere l’intrattenimento digitale in chiave video. Arrivano i conversatori automatici di Messenger Platform e Surround 360, è la prima videocamera per la virtual reality.

Mark Zuckerberg in persona ha alzato il sipario su F8, l’annuale conferenza per gli sviluppatori di Facebook andata in scena la scorsa settimana. Cosa ci ha lasciato l’evento pubblico più importante dell’anno per la comunità tecnologica che ruota intorno al social network? Sicuramente un paio di novità fra le altre, e più precisamente i chatbot di Messenger Platform e Surround 360, la prima videocamera open source per la realtà virtuale targata Fb.

Sul conto dei primi va subito detto che non si tratta di una novità assoluta. Qualche giorno prima di F8 aveva fatto capolino un servizio di assistenza via Messenger realizzato da Facebook in collaborazione con la compagnia aerea olandese Klm. Utilizzando l’apposita app, i passeggeri possono interagire direttamente con operatori virtuali per ricevere informazioni sul volo, la carta d’imbarco e molto altro. A gennaio 2016, inoltre, l’azienda di Menlo Park aveva rilasciato un Sdk per aiutare gli sviluppatori a creare nuovi chatbot funzionali per le imprese.

Un terreno, quella della comunicazione, ovviamente e giustamente molto cara a Zuckerber, che dal palco della conferenza di San Francisco ha ribadito non a caso lo slogan che accompagna l’evoluzione dello strumento social per antonomasia.

“Pensiamo – ha detto il numero uno di Facebook - che gli utenti dovrebbero essere in grado di scambiarsi messaggi con le aziende così come fanno con i propri amici”. E per aiutare questo cambio di approccio i nuovi chatbot sfruttano tecnologie di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico, strumenti ritenuti fondamentali per la roadmap di Facebook dei prossimi dieci anni.

La piattaforma di “conversatori automatici”, ribattezzata “bots on Messenger”, ha come cuore operativo le Api Send/Receive, che permettono ai programmi di andare oltre le classiche risposte preconfezionate. Nel prossimo futuro, gli utenti potranno accedere ai bot utilizzando una barra di comandi che comparirà nella parte alta dell’applicazione, mentre le aziende che già possiedono i numeri di cellulare dei clienti potranno “invitarli” a utilizzare direttamente l’app.

Zuckerberg ha svelato anche un dettaglio numerico non da poco: ogni giorno, su Messenger e Whatsapp, vengono scambiati circa sessanta miliardi di messaggi. Cifre triple rispetto a quelle degli Sms inviati in tutto il pianeta, mentre l’app per il live chatting collegata a Facebook ha raggiunto in questi mesi quota 900 milioni di utenti, guadagnandone così 200 rispetto all’edizione 2015 dell’F8.

 La videocamera open source Surround 360 per la realtà virtuale

 

Dalla videocamera virtuale ai nuovi strumenti per gli sviluppatori

Il secondo grande pilastro che sosterrà la piattaforma sarà invece la realtà virtuale, tecnologia in cui il social network si è già buttato da tempo con l’acquisizione di Oculus Vr, l’azienda divenuta celebre per i visori Oculus Rift.

Per estendere le potenzialità della tecnologia e per alimentare costantemente il proprio flusso di contenuti sulle bachece degli utenti, Facebook aveva bisogno di qualcosa che fosse “fatto in casa”.

E questa soluzione “home made” si chiama Surround 360, una videocamera composta da 17 lenti disposte su una struttura circolare in alluminio (che ricorda molto le navicelle Ufo dei film di fantascienza). Surround 360 è in grado, grazie alle lenti grandangolari e ai fisheye, di creare panorami e contenuti con una risoluzione di 41 megapixel e video sferici in 8K a sessanta frame al secondo.

Lo storage interno della videocamera può ospitare fino a due ore di filmati. Il lavoro finale potrà poi essere fruito sui numerosi visori per la realtà virtuale che iniziano ad affacciarsi sul mercato. Compreso il Gear Vr presentato da Samsung all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona e realizzato in collaborazione proprio con Facebook.

Il colosso di Menlo Park ha promesso “minimi interventi in postproduzione”, ma la caratteristica peculiare del dispositivo è un'altra: sarà totalmente open source. Facebook, infatti, non venderà direttamente la videocamera (anche se i componenti del device sono stimati in 30mila dollari) ma caricherà in estate i progetti di design e gli algoritmi di elaborazione su Github.

E sempre in ambito sviluppo, la società ha rilasciato anche nuovi strumenti per aiutare i developer ad analizzare le performance delle proprie app e a monetizzare meglio i software. Account Kit, per esempio, è un plugin che permette agli utenti di registrarsi ai servizi anche utilizzando il numero di telefono o l’indirizzo email, andando oltre al semplice profilo di Facebook.