L'intelligenza artificiale continua a occupare il centro del dibattito tecnologico, ma per molte aziende il tema non è più capire se adottarla o meno. La sfida è individuare casi d'uso concreti e trasformare il potenziale della tecnologia in risultati misurabili. È con questo obiettivo che Workday ha inaugurato a Milano un nuovo Innovation Lab, uno spazio dedicato alla sperimentazione e alla progettazione di soluzioni sviluppate insieme a clienti e partner. Secondo Fabrizio Rotondi, Country Manager di Workday Italia, il laboratorio nasce per aiutare le organizzazioni a comprendere come applicare l'intelligenza artificiale nei processi quotidiani, andando oltre l'entusiasmo iniziale che ha accompagnato la diffusione dei modelli generativi.
Una crescita sostenuta dagli investimenti sull'AI e l'evoluzione agentica
L'apertura della struttura milanese si inserisce in una fase di forte crescita per l'azienda. Workday ha chiuso il 2026 con un fatturato di circa 9,5 miliardi di dollari, in aumento del 13% rispetto all'anno precedente, e può contare su oltre 11.500 clienti e circa 75 milioni di utenti. Parallelamente, il gruppo ha annunciato un investimento di 175 milioni di euro destinato alla creazione di un centro europeo dedicato all'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di assumere circa 200 specialisti nel corso dei prossimi anni.
Per l'azienda, uno degli elementi distintivi è rappresentato dalla disponibilità di dati provenienti da sistemi utilizzati quotidianamente dalle imprese. Una caratteristica che, secondo Workday, consente di sviluppare strumenti di AI maggiormente contestualizzati rispetto ai modelli addestrati su dati generici. Uno dei temi centrali della strategia Workday riguarda l'Agentic AI, ovvero l'utilizzo di agenti intelligenti in grado di svolgere attività operative e supportare i processi decisionali. L'azienda ha iniziato a investire in questa direzione già alla fine del 2024, sviluppando strumenti dedicati alle risorse umane, alla gestione delle spese, alla pianificazione delle successioni e ad altri processi aziendali. L'idea non è sostituire le persone, ma creare una collaborazione tra lavoratori e agenti software. Gli agenti possono raccogliere informazioni, preparare analisi e suggerire azioni, mentre la responsabilità delle decisioni rimane in capo agli utenti.
Dalle risorse umane alla segreteria digitale in nome della produttività
Le applicazioni dell'intelligenza artificiale interessano ormai numerose funzioni aziendali. Nell'ambito delle risorse umane, gli agenti possono contribuire alla selezione del personale, all'analisi delle competenze e alla gestione dei percorsi di carriera. Anche le attività amministrative rappresentano un terreno di sviluppo importante. L'AI viene utilizzata per preparare documenti, effettuare verifiche di compliance e semplificare processi operativi che richiedono l'elaborazione di grandi quantità di dati. Workday prevede inoltre di introdurre nuove funzionalità dedicate alle attività di segreteria, con strumenti capaci di organizzare appuntamenti, pianificare riunioni, compilare note spese, aggiornare sistemi CRM e realizzare rassegne stampa automatizzate.Se da un lato l'intelligenza artificiale promette significativi guadagni di efficienza, dall'altro emergono alcune criticità legate alla qualità dei risultati prodotti.
Nel report "Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI", Workday evidenzia come il 94% dei professionisti italiani dichiari di risparmiare da una a sette ore alla settimana grazie agli strumenti di AI, una percentuale superiore alla media globale dell'85%. Il vantaggio, tuttavia, non è sempre netto. A livello internazionale quasi il 40% del tempo recuperato viene successivamente impiegato per correggere errori, verificare informazioni e rielaborare contenuti generati dai modelli. Solo il 14% dei dipendenti afferma di ottenere risultati costantemente positivi senza la necessità di interventi significativi.
In Italia, circa un lavoratore su due dedica abitualmente da una a due ore alla settimana alla revisione di output considerati incompleti o poco accurati.
Formazione e competenze restano decisive
Per questo motivo, secondo Workday, il tema della produttività non può essere separato da quello delle competenze. L'efficacia dell'intelligenza artificiale dipende infatti dalla capacità delle persone di utilizzarla correttamente e di valutarne criticamente i risultati. Il report evidenzia che il 66% dei dirigenti considera le competenze sull'AI una priorità strategica. Nonostante ciò, soltanto il 37% dei lavoratori maggiormente coinvolti nella revisione dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale ha accesso a programmi di formazione specifici. La diffusione dell'AI nelle aziende sembra quindi destinata a proseguire, ma il vero fattore differenziante potrebbe essere la capacità di integrare tecnologia, competenze e processi in un modello operativo coerente e sostenibile.